Arena Derthona – La pioggia rovina il concerto di Antonello Venditti, ma solo a metà

Nonostante la pioggia è stato un successo il concerto di Antonello Venditti a Tortona. Qualche gaffe organizzativa non ha spezzato la magia.




Antonello Venditti a Tortona

Antonello venditti lancia il cappello al pubblico del concerto

Non so proprio da dove cominciare, ragazzi. In testa ho ancora le parole e le musiche dell’Antonello nazionale che mi sussurrano che “Giovanni è un ingegnere, che lavora in una radio“, legate senza soluzione di continuità alle “quattro arance la domenica mattina“, che forse Lilly (canzone che Venditti ha ripreso da poco a cantare dal vivo, ma che a suo tempo è stata in vetta alle hit parade) era abituta a mangiare in qualche mercato delle borgate romane, o che forse qualcuno le portava in galera, dove era rinchiusa perchè “drogata“.

Contemporaneamente ho in mente la confusione di un concerto iniziato in anticipo, proprio sulle note di “Nata sotto il Segno dei Pesci“, di cui quest’anno ricorre il quarantennale, mentre la gente ancora cercava di sistemarsi nei posti a sedere numerati e poi, quando si accorgeva di non riuscire a vedere il concerto per colpa di una cortina di ombrelli che le si stagliava davanti, tornava dagli organizzatori a segnalare il problema. Una situazione surreale come ha osservato al microfono lo stesso Venditti.

Ma le emozioni di questa settimana tortonese non si fermano qui, perchè negli occhi e nel cuore ho anche i volti, gli scatti e le parole delle mille persone che ho conosciuto, realmente e virtualmente, in questa settimana speciale per la città in cui vivo: Tortona.

Perciò procederò con ordine, dall’inizio. Dall’inizio di una giornata che Tortona ha dedicato interamente al cantautore romano, fin dal mattino, in cui in piazza Allende si aggiungevano e si sistemavano le sedie. Dopo le circa 1.500 presenze dei due spettacoli precedenti (Mario Biondi e Annalisa, rispettivamente di mercoledì e giovedì), ieri, sabato, erano attese 3.500 persone. I biglietti per il concerto di Antonello Venditti sono andati interamente venduti.

Già questo di per se è un successo, soprattutto se si pensa che lo scorso anno la capienza massima, concessa dalla Prefettura per il concerto di Massimo Ranieri, era di solo 2000 posti, poco più della metà. Ma fin dal mattino dovevo annotare un altro successo: quello della mia pagina facebook Tortona OGGI, sulla quale postavo la foto dei lavori in piazza Allende, foto che veniva prontamente condivisa da Arena Derthona, e che quindi mi faceva schizzare in alto la visibilità, rendendola una delle foto più di successo di sempre, almeno per l’umile community legata al mio blog.

Nel pomeriggio le prove: sapete che avevo momentaneamente dato forfait a Garbagna, per concentrarmi al 100% sull’Evento tortonese.

Le prove non sono state un granchè, almeno come bottino. Charly Bergaglio è stato categorico: NO FOTO. Quindi ho ascoltato, insieme ad un groppuscolo di fan e qualche altro giornalista, la prima strofa di “Nata sotto il segno dei pesci“, ripetuta quattro o cinque volte fino a che il pianoforte e il microfono non sono stati accordati e calibrati a dovere, poi un giro di sax di Amedeo Bianchi e me ne sono tornato a casa a preparare l’attrezzatura, mentre la band stava ancora finendo le prove degli altri strumenti.

Sono tornato in piazza Allende intorno alle otto, il concerto sarebbe iniziato solo un’ora e mezza più tardi. Dopo aver salutato i miei nuovi amici allo stand della Bertram Derthona Basket e della Baglietto, main sponsor dell’evento mi sono recato, per il giro d’ordinanza, anche allo stand della Cantina Vignaioli del Tortonese. E’ stato lì che ho scoperto che qualcuno aveva lo scatto (a me sfuggito) di Mario Biondi sul palco con una bottiglia di vino dei colli tortonesi, prontamente servita dai ragazzi della Cantina sociale di Tortona all’artista che chiedeva se qui il vino fosse buono (questo è marketing ragazzi!). Lo scatto è di Andrea Thomas Prato, il fotografo ufficiale di Charly, che mentre noi eravamo al “cazzeggio“, passatemi il termine, ha invece continuato a lavorare e ha così potuto “catturare l’attimo“.

Nel frattempo è iniziata a cadere qualche goccia. “No, non piove, smette subito. Non può piovere“, mi dico. E invece la pioggia ha iniziato a cadere regolarmente, non molta, ma sufficiente a bagnarmi i capelli. Nell’Arena si è scatenato il panico.

Qui vengono le note dolenti perchè nessuno si aspettava la pioggia. Ecco, in questo Tortona ha un primato, perchè in quarant’anni di concerti (parole del “cicalone“) non era mai successo che un concerto di Antonello Venditti si svolgesse sotto la pioggia.

E’ stata proprio la pioggia a rovinare una buona parte del concerto, per fortuna verso le 22:30 ha smesso di piovere, per cui una buona oretta di concerto si è svolta regolarmente, o quasi, dal momento che le sedie erano ormai bagnate e quindi in molti hanno preferito rimanere in piedi.

Un’altra anomalia è stata quella di far incominciare in anticipo il concerto (a mio giudizio un grave errore di immagine perchè lo ritengo un gesto non corretto), che infatti ha preso il via mentre la gente ancora stava affluendo. Forse anche in conseguenza della fretta che questa scelta ha comportato, in molti sono entrati con gli ombrelli, principale errore organizzativo, perchè la loro presenza all’interno dell’area del concerto ha impedito a chi non era nelle prime file di vedere il palco. Insomma, in una città così composta, come di solito è Tortona, molto rigida e “abbottonata” mi viene da dire, in cui le regole (parcheggi esclusi) vengono rispettate. Ecco in una città così “diligente” per un attimo, a dire il vero più di un’ora, ha regnato l’anarchia. Non so se siete mai stati a quei buffet gratuiti, in cui tutti si spintonano per arrivare primi ai salatini migliori; ecco l’atmosfera è stata quella. Una atmosfera surreale in cui molti si spostavano in continuazione lamentandosi e cercando di far valere il loro diritto a vedere il concerto.

Ad ogni modo Antonello Venditti lascerà il segno, nel bene e nel male. Del resto nesuno nasce imparato e Tortona, di questo dobbiamo dare atto, è una città che vuole crescere, vuole uscire dall’anonimato, vuole mettere sul piatto della globalizzazione anche la sua ricetta. Per migliorarsi occorre osare. Osare 3.500 persone paganti ad un concerto all’aperto, per una piccola città di provincia non è poco, soprattutto perchè non è mai stato fatto prima. L’aver osservato queste due defaillance non vuole essere da parte mia una critica, ma solo una presa di coscienza. Sbagliando si impara, ragazzi, “solo chi non lavora non sbaglia” diceva mio nonno Gigi, maestro di buon senso popolare. Quindi buon lavoro Tortona, presto sarai una città con qualcosa da dire al palcoscenico mondiale, anche grazie ad Arena Derthona e Charly Bergaglio.

Per ora vi saluto amici. Se troverò il tempo mi picerebbe raccontarvi anche il Back Stage di Arena Derthona, insomma riprendere la parte che riguarda le mille amicizie fatte e raccontarvi, in pieno “stile Oggi Cronaca” i retroscena di questo meraviglioso lavoro che mi sono scelto, e che ancora non è in grado di riempirmi la pancia, ma solo lo spirito con mille (e una) emozioni.

Su facebook trovate l’album fotografico “Antonello Venditti ad Arena Derthona“, in cui ho raccolto i miei scatti della serata. Qui pubblico solo questa foto, fatta ad una bambina che non conosco. Chissà se mai un giorno scoprirò chi è? Perche la “ragazza” ha del talento, ha saputo replicare la posa di Antonello Venditti, e comunque mi piace credere che questa sia, appunto, una foto in posa. Parola di Country User.

Il miglior scatto del country user ad arena derthona

 

 

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