La Pieve di Santa Maria Assunta a Fabbrica Curone




La Pieve di Santa maria Assunta a Fabbrica Curone
Un suggestivo scorcio della Pieve di Fabbrica Curone

La Pieve di Santa Maria Assunta a Fabbrica Curone

La prima domenica di ottobre a Fabbrica Curone c’è la Festa della Montagna: la via principale del paese si riempie di bancarelle, le auto vengono deviate sulla strada bassa che fiancheggia il Curone. Sono tante le iniziative per questo giorno speciale, dalla mostra dei trattori d’epoca all’esibizione di una orchestra spettacolo nella piazza principale, tante bancarelle con prodotti tecnici per il trekking in montagna, attività qui molto praticata da turisti e villegianti, e poi ancora stand gastronomici con le prelibatezze biologiche dei colli tortonesi e del confinante Oltrepò Pavese e le musiche e le danze a suon di piffero e fisarmonica dei “Pifferi delle quattro province. Ogni salumeria del paese propone panini e altre ricette a base di Salame Nobile del Giarolo e per la prima volta nella stagione si possono mangiare le caldarroste.

A dominare la Sagra c’è la bellezza della Pieve che qui è diventata con il tempo anche Chiesa parrocchiale e quindi non è mai stata abbandonata come è accaduto a Volpedo e a Viguzzolo, località in cui, intorno al XVII secolo, la pratica del culto cattolico si è spostata verso nuove chiese parrocchiali all’interno delle mura del paese.

I documenti più antichi di cui si ha traccia risalgono al 1207, anno in cui la Pieve di Fabbrica Curone era affidata ad un presbiter, un sarcedote unico che presto (1235) divenne Prepositus, vale a dire un sarcedote da cui ne dipendevano altri, probabilmente sparsi nelle chiese suffraganee delle numerose frazioni di questo esteso Comune a cavallo delle province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova.

Le notizie storiche che abbiamo sono custodite nell’archivio diocesano di Tortona, dal momento che tutti i documenti dell’archivio parrocchiale di Fabbrica Curone sono andati distrutti in un incendio del 1638 scoppiato in conseguenza ai disordini nati dallo scontro tra la famiglia dell’arciprete Dallocchio (raffigurato nel dipinto posto sull’altare del Rosario assieme a san Domenico) e i marchesi Malaspina. Quello a cavallo tra il XVI e il XVII secolo fu un periodo di tumulto e rinnovamento per la Pieve: il Concilio di Trento, chiusosi nel 1563 aveva dato un forte impulso al rinnovamento della Chiesa e si conservano gli atti di numerose visite pastorali effettuate in quegli anni in cui veniva rilevata la situazione dell’edificio e venivano ordinate migliorie.

Da Pieve a Parrocchia

Il materiale utilizzato per la costruzione è la pietra di fiume del Curone che da all’edificio un aspetto uniforme e suggestivo. Le parti più antiche della Chiesa risalgono all’anno mille e sono posate su di un edificio preesistente, risalente al VI secolo dopo Cristo. I pavimenti della navata centrale sono in lastroni di pietra e sono originari, la facciata è caratterizzata dal Protiro in pietra.

Vediamo quali interventi di restauro e trasformazione si sono succeduti negli anni:

  • 1581 – Realizzazione della trifora sulla facciata ricavata da una precedente apertura con arco a tutto sesto;
  • 1593 – Inizio dei lavori di edificazione delle volte e innalzamento della navata centrale;
  • 1606 – Costruzione del campanile;
  • 1850 circa – sostituzione delle originarie piastrelle in pietra quadrata con tavelle di cotto sabbiato nelle navate laterali.
  • 1881 – Realizzazione del Protiro in pietra che caratterizza la facciata;
  • 1911-18 – Realizzazione dell’attuale altare e della relativa pavimentazione;
  • 2007 – Lavori di restauro conservativo.

Le opere d’arte della Pieve di Fabbrica Curone

All’interno della Pieve di Fabbrica è conservata una statua lignea dell’Assunta datata 1859 e realizzata da Luigi Montecucco. Per far entrare la statua all’interno della nicchia che la ospita, fu distrutto il doppio arco che è stato ripristinato durante i recenti restauri del 2007, curati dal parroco don Mario Varni di Castellaro. Nei pressi della statua dell’Assunta si può osservare la finestra bifora sul lato sud, uno degli elementi più antichi all’interno della Chiesa e che probabilmente caratterizzava la facciata dell’edificio secentesco su cui è stata edificata la Pieve.

Entrando, a destra, si trova l’altare barocco del Rosario, appartenente all’omonima Confraternita. Qui è costodito il dipinto ad olio del XVII secolo raffigurante il committente dell’opera: l’arciprete A. Dall’Occhio (preposito di Fabbrica dal 1624 al 1668) assieme a San Domenico ai piedi della Vergine.

A sinistra vi è il Battistero con la preziosa copertura in legno intagliato e il cancelletto in ferro battuto a volute risalenti al XVII secolo. A fianco del Battistero, sulla facciata interna della Chiesa vi è il purificatorio, anch’esso uno degli elementi più antichi della Pieve serviva per disperdere l’acqua o le ceneri di oggetti benedetti o arredi sacri consunti che dovevano essere distrutti per lo smaltimento.

L’altare è in marmo e risale al 1912, il crocifisso ligneo risale al 1700. Ai piedi dell’altare una lastra in marmo indica l’antico sepolcro degli arcipreti della Pieve.

Di interesse è anche l’antico pulpito in legno intagliato risalente al XVII secolo, sotto al pavimento del Coro sono state trovate tracce dell’antico pavimento a mosaico.

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Album fotografico su facebook: Fabbrica Curone

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