Isola tra i Monti. A Volpedo si parla di promozione territoriale

Come già è successo nella prima edizione di Montegioco, a Isola tra i Monti del 24 aprile 2016 a Volpedo si è tenuta una tavola rotonda in cui si è discusso del presente e del futuro delle nostre valli.




Jeff e Francesco alla tavola rotonda di Volpedo

Promozione del territorio, l’argomento della tavola rotonda di Volpedo

L’incontro è stato moderato da Jeff dell’associazione Forestieri che ha voluto fare chiarezza sulla parola “promozione”, essa sembra diventata troppo di moda, tutti ne parlano. Per evitare di parlarne a sproposito è meglio chiarire cosa significhi per ognuno di noi e come la si può associare al territorio. Cosa significa fare promozione territoriale? Come la si può fare? Chi la deve fare e perchè, ma soprattutto rivolta a chi? Che conseguenze può avere per il territorio? Sono tutte domande che Jeff ci ha posto e alle quali abbiamo cercato di dare una risposta.

All’incontro erano presenti tante persone provenienti dai Colli tortonesi, da Tortona, da Milano, da Genova e dal vicino Oltrepò pavese (che sta vivendo una situazione molto simile alla nostra). Tanti turisti e curiosi italiani e stranieri, un gruppo di persone ci ha raggiunto dalla Corsica. Han preso parte al dibattito anche i villeggianti: persone che vivono e amano il nostro territorio nel loro tempo libero e, forse più di tutti, sono coscienti del suo potenziale inespresso. Tra gli abitanti dei colli han preso parola sia coloro che vi sono nati, sia coloro che si ci sono trasferiti in età adulta.

Nessun abitante anziano ha preso parola, questo è un vero peccato perchè è venuta a mancare la rappresentanza di una fetta importante e cruciale di popolazione.

La promozione, nel linguaggio del marketing e della comunicazione, indica l’incentivo o stimolo che tende a far conoscere e apprezzare un servizio, un prodotto o un’idea, nel nostro caso un territorio. Per farlo prende due direzioni, una rivolta all’interno del territorio e una rivolta all’esterno.

La promozione interna

La promozione interna è rivolta alla comunità che per vari motivi è sempre più assente. Fino a quando non ci sarà una comunità coesa e orgogliosa del proprio territorio il territorio stesso ne patirà. Su questo punto sono molti ad essere d’accordo: non esiste più un sentimento di appartenenza. Non si sa per quale motivo gli abitanti abbiano smesso di credere ed investire nel proprio territorio fino ad arrivare a dire: “per me il mio paese può anche morire”, piuttosto che aiutare i progetti che venivano loro proposti.

Prima della promozione bisogna stabilire gli obiettivi. Un paese rurale non deve avere come obiettivo solo il turismo, è stato detto, serve un ritorno alla ruralità, serve una economia del territorio. Il nostro territorio sembra ideale per una economia legata al suo biodistretto, il ritorno alla ruralità potrà essere orientato verso una agricoltura più sostenibile.

La tendenza allo spopolamento in questi ultimissimi anni si è arrestata, esiste un movimento di ritorno, qualcuno è tornato a vivere in campagna. L’inserimento dei nuovi abitanti rischia di diventare un problema: non è facile integrare vecchi e nuovi contadini, questa è sicuramente una criticità da risolvere. I forestieri sono visti più come una minaccia che come una risorsa da parte degli abitanti, che hanno la tendenza a “mettere il bastone tra le ruote” alle nuove generazioni le quali, per poter essere accettate dovranno essere molto umili e far tesoro del sapere degli anziani, che se non c’è dialogo, viene a mancare.

All’incontro era presente anche una delegazione corsa, ospite di Valli Unite per il convegno del 25 aprile. In Corsica la situazione è stata peggiore che da noi: l’agricoltura completamente annientata e i paesi abbandonati. Attualmente la Corsica si sta risollevando e ripopolando attraverso la promozione culturale, la realizzazione di spettacoli in grado di far ritrovare ai suoi abitanti l’orgoglio di appartenere a quel territorio.

La promozione esterna

Il nostro territorio si trova in una posizione strategica perchè è al baricentro di quello che è stato il triangolo industriale, è quindo molto appetibile per turisti e investitori, ad esempio il Designer Outlet di Serravalle Scrivia è stato posto proprio qui non a caso.

A proposito dell’outlet, è stato osservato come esso sia più un problema che una opportunità, è veramente poco compatibile con il tipo di turismo che propongono le terre d’incontro, un turismo che sposa l’ideale di Alex Langher di un mondo “più lento, più profondo e più dolce”.

Un altro punto chiave è la grande distribuzione organizzata, essa rappresenta un problema per la salvaguardia dei territori. Troppo orientata al prezzo non da valore ai prodotti di qualità.

Il nostro territorio potrebbe trovare la soluzione a queste incompatibilità instaurando una relazione diretta, una filiera corta per i prodotti da vendere ai turisti, che in quest’ottica sono da considerarsi dei veri e propri “fruitori del territorio”. Oggi con internet è possibile, dal momento che è più facile instaurare e mantenere relazioni, anche a distanza, con i fruitori del nostro territorio.

Sfruttando l’attrattività delle nostre eccellenze, prime tra tutti Pellizza da Volpedo e Fausto Coppi, saremo in grado di intercettare una fetta sempre maggiore di potenziali fruitori del nostro territorio ai quali vendere i nostri prodotti comodamente da casa nostra, con indubbio vantaggio economico.

Eredità della tavola rotonda di Volpedo

Partendo dalla promozione territoriale, a Volpedo si è arrivati a due punti nuovi su cui ragionare:

  • Da un lato il rapporto tra sistema economico locale e Grande Distribuzione Organizzata, compreso l’Outlet di Serravalle;
  • In secondo luogo è emerso il vero nodo della questione (a mio giudizio fondamentale, anche se da qualcuno sottovalutato): l’integrazione tra vecchi e nuovi contadini sarà possibile? Riusciranno i nuovi contadini a “rubare il mestiere” a chi deteniete il lascito culturale contadino, oppure i nuovi abitanti dovranno basarsi solamente sulle loro basi teoriche e ripartire da zero?

Partecipanti alla tavola rotonda di Volpedo

Il caso francese

La tavola rotonda è stata chiusa da Francesco che ci ha presentato le attività di accoglienza in atto nella regione di Limousin, nella Francia sud-occidentale, in cui si è capito l’importanza delle politiche rivolte ai nuovi abitanti, ed in particolare l’importanza di:

  • Prendere coscienza che le case inabitate sono un fattore negativo;
  • Offrire dei fine settimana di formazione su come costruire un progetto di nuovo insediamento;
  • Offrire soggiorni di 10 giorni in cui conoscere meglio il territorio e la gente che lo abita, avendo già compiuto il percorso;
  • Mettere a disposizione gratis o a basso prezzo i cosiddetti “alloggi passerella”: alloggi da cui partire per conoscere il territorio;
  • Portare i giovani a visitare le aziende di vecchia e nuova costituzione per capire come si può vivere in campagna;
  • Organizzare serate conviviali con spettacoli teatrali in cui attraverso le caricature sia dei residenti che dei forestieri si sdrammatizzano le differze reciproche;
  • Realizzare sondaggi e inchieste sulle risorse e sulle necessità della comunità;
  • Realizzare una banca dati alloggi;
  • Realizzare una banca dati del lavoro;
  • Stampare un giornale quadrimestrale con le ricerche di lavoro e di competenze;
  • Organizzare una fiera locale dell’insediamento locale (incontro tra chi si vuole insediare e i residenti).

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