Fausto Coppi – Il record dell’ora al Vigorelli di Milano

Il record dell’ora conquistato da Fausto Coppi in una Milano semiderta a causa dei bombardamenti, in piena guerra, senza allenamento specifico e reduce da un’infortunio.



Un sabato senza vento al Vigorelli di Milano

Il Campionissimo alla partenza del record dell'ora

Sabato 7 novembre 1942, in piena guerra, Fausto Coppi stabilisce il nuovo record dell’ora al velodromo Vigorelli di Milano, semideserto a causa del rischio di bombardamenti.

Il 24 e 25 ottobre 1942, infatti la città ambrosiana aveva conosciuto, per la prima volta, i bombardamenti aerei e all’ultimo momento non fu resa nota al pubblico l’ora esatta della gara per evitare assembramenti, solo qualche operaio dal vicino stabilimento Alfa Romeo si accorge dell’evento durante la pausa pranzo. Alle 14,12 Fausto parte all’attacco del record detenuto dal francese Maurice Archambaud: Maglia di lana verde-oliva, a cinque tasche, braghe nere a mezza coscia, casco a strisce imbottite, scarpe di cuoio, bici da pista Legnano.

La bici per il record è stata realizzata da Ugo Bianchi, il meccanico della Legnano, forse aiutato nella preparazione da Faliero Masi: pesa sette chili e mezzo e ha due ruote che la stampa di allora definisce “specialissime”. Cerchi in legno e tubolari in seta da 110 grammi (anteriore) e 120 grammi (posteriore). I rapporti sono 52 x 15, con uno sviluppo di 7,38 m per pedalata. Pedivelle da 171 cm.

Al Vigorelli si sono dati appuntamento Serse, Cinelli, Pavesi della Legnano, Zambrini della Bianchi, Emilio Colombo, qualche giornalista; c’è anche Fiorenzo Magni, che su quella stessa pista in legno d’acero qualche giorno prima ha battuto il record dei 50 km. Il pubblico non è molto: poco prima è arrivato qualche operaio di un vicino stabilimento dell’Alfa Romeo, con la schiscetta in mano per la pausa pranzo.

E’ stato Cavanna a spingere il Campionissimo nell’impresa; la Legnano, la sua squadra, non era entusiasta. La preparazione è stata approssimativa, per forza di cose. Fausto era arruolato alla caserma di Tortona e il Vigorelli non era utilizzabile per gli allenamenti, che si sono svolti lungo i rettilinei tra Novi, Tortona e Serravalle. Fausto, reduce da in infortunio che lo ha fermato per due mesi, forse accetta la sfida anche per scongiurare il fronte africano, che invece lo attenderà l’anno seguente.

Fausto coppi sulla pista in legno d'acero del Vigorelli di MilanoPer riscaldarsi, quella mattina, è arrivato da Castellania in bicicletta. Forse a causa della scarsa esperienza di Fausto Coppi in questo tipo di prova l’inizio e’ troppo veloce, l’andatura troppo sostenuta ed al trentesimo giro iniziava ad avere un leggero ritardo. Alla mezz’ora Coppi stava perdendo terreno: 22,946 Km contro i 23,007 di Maurice Archambaud. Al settantesimo giro la crisi appare superata ed il ritardo inizia a diminuire, scendendo a 2 secondi dal tempo del francese. Gli ultimi 30 giri furono una vera sofferenza, sia per Coppi che per chi lo osservava: guadagnava metri preziosi in un giro per perderli poi in quello successivo, poi ancora guadagnava e quindi ne riperdeva in un altalena logorante. Al termine, dopo 115 giri di pista Coppi riuscì a battere il record dell’ora, portandolo a 45,871 Km, trentuno metri in più del record precedente.

I

Il record di Fausto restò imbattuto per 14 anni, fino a il 29 Giugno del ’56 quando venne migliorato da Jacques Anquetil.

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