Parco eolico Monte Giarolo – La lettera del Comitato per il territorio delle Quattro Province agli enti locali

La lettera che il Comitato 4P ha scritto ai sindaci e agli amministratori del nostro territorio dopo essere venuto a conoscenza dell’intenzione, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di costruire un parco eolico sui crinali del nostro Appennino.

L’impatto sul territorio di un impianto industriale di queste dimensioni è enorme, e porterebbe a una radicale trasformazione delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche, agricole, forestali e storiche del nostro comprensorio, con gravi ricadute sui progetti di valorizzazione dello stesso, vanificando gli sforzi compiuti in tanti anni da istituzioni locali, associazioni e individui che lo abitano e frequentano.

Ad oggi non ci risulta che da parte delle istituzioni si siano prese iniziative volte a informare la popolazione locale intorno a un fatto di tanta importanza, né che vi siano state prese di posizione su questo progetto.

La società proponente ha intrapreso presso il ministero la procedura per il rilascio di un “Provvedimento unico in materia ambientale” (PUA), che è regolato dal art. 27 del T.U. Ambiente (come novellato dall’ art. 22 del D.L. n. 77/2021). Dal 13 novembre 2023, tutti i dettagli tecnici del progetto di cui parliamo sono stati pubblicati e sono consultabili al link https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/9514/13966. Le istruzioni operative riferite alla procedura di PUA (cfr al link https://va.mite.gov.it/it-IT/ps/Comunicazione/IndicazioniOperativeUnico ) chiariscono nel modo seguente quanto stabilito dall’art. 27 del T.U. Ambiente: “entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della documentazione sul PVA [Portale valutazioni Ambientali – NDR], l’Autorità competente e le Amministrazioni e gli Enti potenzialmente interessati e comunque competenti in materia ambientale verificano, per i profili di rispettiva competenza, l’adeguatezza e la completezza della documentazione presentata rispettivamente per il rilascio del provvedimento di VIA e dei titoli in materia ambientale. Ove necessario, le suddette Amministrazioni richiedono, per il tramite della DVA, integrazioni; la documentazione integrativa deve essere trasmessa dal proponente entro un termine perentorio non superiore a 30 giorni dalla richiesta di integrazioni.” Come abbiamo scritto più sopra, la documentazione di progetto risulterebbe essere stata pubblicata il 13 novembre. Entro il 13 dicembre è perciò possibile (e necessario, a nostro avviso) presentate le richieste di integrazioni.

Dal copioso materiale inserito sul Portale ministeriale (purtroppo senza particolare accuratezza per quanto riguarda gli indici di consultazione) abbiamo estratto alcuni tra i documenti che ci sono parsi più importanti e li abbiamo riportati su Google Drive per una più rapida e agevole consultazione. In calce a questa mail riportiamo i relativi riferimenti (“link”).

Molte e importanti le “voci” che palesemente richiedono chiarimenti e integrazioni. Di seguito alcune di esse.

L’energia prodotta dall’impianto dovrebbe essere immessa nella rete nazionale mediante un elettrodotto ad alta tensione tra Vendersi e il “nodo” di Vignole Borbera: così si legge nei documenti, che però non riportano alcun altro dettaglio su come si intenda realizzare questa parte del progetto, le cui criticità sono sempre emerse quando si trattò di valutare analoghi progetti negli anni scorsi. Il progetto contiene unicamente una succinta relazione geologica di dodici pagine.

La normativa regionale piemontese prevede che gli impianti di generazione da fonte eolica non possano essere collocati in un intorno di 50 metri dalle linee di crinale. Nessun cenno a questo vincolo è svolto negli elaborati resi disponibili. Di fatto, caricando su Google Earth il database elaborato dalle regione Piemonte che individua le suddette aree circostanti i crinali e incrociando la grafica con le coordinate geografiche che la società proponente indica rispetto alla localizzazione di ciascuna torre, si scopre che quasi tutte le torri sarebbero collocate a pochissima distanza dal limite di 50 metriNDR : in calce a questo posto trovate venti link alle immagini di dettaglio riferite a ogni singola torre]. Se si considera che l’aerogeneratore necessita anche di una piazzola più ampia alla base, diventa estremamente importante chiedere chiarimenti sul rispetto del vincolo.

Anche le soluzioni “viabilistiche” preconizzate, appaiono incongrue e necessitano di essere meglio considerate: dall’area di stoccaggio materiali prevista a San Giorgio di Brignano Frascata si salirebbe al “nodo” di San Sebastiano Curone, dove, per evitare la “S” del ponte sul Museglia, si dovrebbe proseguire lungo la stretta strada sulla sx orografica del Museglia sino alla “piazza del mercato”, posizionandovi una gru che dovrebbe sollevare gli elementi di ciascun aerogeneratore scaricandoli sul lato opposto del torrente, di fronte alla Casa di riposo “San Giuseppe”, per riprendere il trasporto su un breve tratto della SP110 San Sebastiano-Pertuso, seguitando sulla SP114 lungo la dx orografica del Museglia e sulla SP116 per Costa dei Ferrai realizzandovi diverse grosse varianti per superare tratti difficoltosi a Magroforte Inferiore e Superiore e a Costa.

Dal cimitero di Costa – bivio per Gregassi – a Pian della Mora si prevede di realizzare una strada di ben 23 km, larga 6-7 metri, per il trasporto dei generatori e per la successiva manutenzione negli anni, seguendo inizialmente la sterrata per il Monte Giarolo fino alla Statua del Redentore, poi il crinale fino al passo di Brusamonica, aggirando quindi il Monte Panà fino al Monte Cosfrone, e ancora biforcandosi sul lato val Borbera verso il Monte Roncasso e aggirando invece l’Ebro sul lato val Curone (attraversando così il sito Natura 2000 … ) fino a Bocche di Crenna, per poi tagliare il versante del Monte Chiappo e proseguire sul crinale Curone/Staffora fino a Pian della Mora.

Saltano agli occhi tutte le incongruenze e le criticità di questa ipotesi progettuale.

Confidiamo che Ella tenga nella giusta considerazione questa scadenza, e prenda atto con la massima attenzione dell’importanza di una chiara presa di posizione, nell’interesse di tutta la Comunità.

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