Il ragazzo senza nome. L’omaggio degli studenti tortonesi al Milite Ignoto

Gli studenti tortonesi alle celebrazioni del 4 novembre che quest’anno è anche il giorno in cui si celebra il Centenario del Milite Ignoto.

Il 4 novembre è il giorno dell’Unità Nazionale e quest’anno è anche il giorno in cui si celebra il Centenario del Milite Ignoto. I rappresentanti delle classi quinte dell’Istituto Marconi di Tortona, insieme a quelli degli altri istituti scolastici tortonesi, hanno partecipato alla Santa Messa celebrata nel Duomo di Tortona per ricordare uno dei più importanti eventi della storia del nostro paese ed un soldato, forse un ragazzo non molto più vecchio di noi, di cui nessuno potrà più riconoscere l’identità. L’omelia si è aperta con una famosa frase in latino “historia magistra vitae” (la storia è maestra di vita), proprio perché la storia ci insegna a non ricadere negli stessi errori del passato. Durante la Prima Guerra Mondiale tantissime giovani vite sono state distrutte e oggi, grazie a queste esperienze e a questi sacrifici, è possibile capire quanto sia importante imparare a costruire anziché distruggere.

Dopo la Messa il corteo di studenti è arrivato in via Bidone per assistere al discorso del Sindaco di Tortona Federico Chiodi, che ha ricordato la storia del Milite Ignoto, seppellito a Roma cento anni fa, precisando che quella bara, scelta dalla madre di uno dei tanti dispersi, non è più stata, da quel momento, la spoglia di una persona sola, ma il simbolo di tutti gli innumerevoli soldati che sono caduti durante la Grande Guerra e che non sono più stati ritrovati, o i cui resti non sono più stati riconosciuti.

Quindi bisogna analizzare il nostro passato, le vicende che hanno coinvolto il nostro paese e farne buon uso: cogliere gli aspetti positivi e identificare gli errori commessi. Questo perché se ignoriamo il passato ci sfuggirà il presente e, senza un presente, quale futuro potremmo avere? Il Milite Ignoto è un ragazzo senza nome, è una tomba muta, il cui assordante anonimato, a distanza di cent’anni, racchiude il dolore di migliaia di famiglie, di centinaia di conflitti.

Lontano da ogni retorica, il soldato che ha perso la vita, ha perso un’identità per assumere quella universale di tutti i caduti, e il suo nome ora è “Libertà”, “Pace”.

Lazzaro Alice
Classe 5AR – Amministrazione Finanza e Marketing

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