Tortona non ha proprio fame, forse la sua è più voglia di qualcosa di buono

Si è corsa questa mattina, anche a Tortona e in contemporanea con tutto il mondo, la Run 5:30 virtual, tantissima gente ha partecipato con entusiasmo.




Verso un’identità territoriale

Circa 550 iscrizioni alla Virtual run 5:30 di Tortona

Scrivo a caldo questo articolo, parafrasando una vecchia pubblicità dei Ferrero Rocher, per descrivere quello che ha vissuto la città di Tortona, la comunità tortonese, questa mattina prima che la città si svegliasse per la routine quotidiana.

Oggi alle 5:30 antimeridiane, in contemporanea con tutto il mondo e anche a Tortona, si è corsa la Run 5:30 Virtual, una corsa, ma soprattutto una camminata, di 5 chilometri e mezzo, non competitiva con un fine benefico, ma anche con altri messaggi importanti da trasmettere. Il fine benefico è stato quello della raccolta fondi per “donare” alla città di Tortona qualche nuova panchina da sistemare sul parco del Castello, che la Fondazione C.R. Tortona si preoccupa, riuscendoci, di mantenere a livelli decorosi. Infatti la vetta più alta raggiunta dai 500 runner è stata proprio la Torre del Castello di Tortona. Gli altri motivi sono quelli già elencati nel post con cui presentavo l’Evento, vale a dire: promuovere l’attività fisica quotidiana; scoprire la città in un’atmosfera unica (obiettivo centrato!); respirare l’aria pulita e sentire i profumi dei fiori e delle piante; perché la giornata è sempre così piena di impegni; perché con un po’ di movimento si inizia meglio la giornata; perché non c’è traffico; perché non si ruba tempo alla famiglia; perché il fine settimana non è giusto rinunciare alla gita al mare o in montagna; perché… basta poco per essere felici! (confermo!).

Ma non è di questo che vi voglio parlare oggi. Oggi voglio raccontarvi l’emozione, l’esperienza che ho vissuto, sentendomi parte di una comunità: la comunità tortonese.

Difficile spiegare a parole quello che ancora mi scorre nel corpo, una senzazione di vitalità, mista all’emozione di aver fatto qualcosa di bello, di esserci stato e di aver visto attorno a me tanta gente che condivideva il mio stesso stato d’animo.

Il merito va agli organizzatori, “Arena Derthona” in primis, che ha veicolato l’Evento con il suo brand; poi “Azalai asd – Corse e Camminate nel territorio tortonese“, che ha organizzato al meglio il percorso e tutti i dettagli che hanno reso possibile la manifestazione; lo sponsor tecnico “Cantieri Sportivi“, che per settimane ha sfornato le magliette arancioni che hanno caratterizzato la Run 5:30 virtual 2018 e, infine, ultima ma non ultima, la nutrita comunità di runners tortonesi, con Enrico Pertusi, speaker d’eccezione in piazza Duomo.

Dicevo non è fame, ma voglia di qualcosa di buono, ed è proprio così: Tortona è viva, almeno lo è “sotto la cenere” e non perde occasione per dimostrarlo, quando l’occasione si presenta. Le “Sagre della porchetta“, fossero anche agnolotti o tartufi, vanno bene, per carità: sono cose che chi visita il nostro territorio arrivando da fuori apprezza e sono, forse, il motivo principale che lo muove a farlo. Il comparto enogastronomico, il comparto agricolo, la biodiversità sono il valore intrinseco del nostro territorio, sono i mattoni su cui costruire identità e sviluppo, ma, consentitemi di dirlo, sono un elemento necessario ma non sufficiente. Ad essi va aggiunto qualcosa: un legante, un cemento che li consolidi in qualcosa di più grande. Giornate come quella di oggi, mi sembra che siano l’elemento di congiunzione di tutte le attività economiche del territorio, qualcosa che da loro senso e orgoglio. Perchè, quando si presenta l’occasione, Tortona e il suo agro sanno ancora, e meglio, molto meglio di altri territori analoghi (il numero di magliette vendute a Tortona è il più alto d’Italia, anche di città demograficamente maggiori), fare comunità, la nostra comunità, quella in cui viviamo ogni giorno e che, se saputa sfruttare, diventa business grazie ai turisti.

Qui trovate (su facebook), le foto dell’Evento.

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