Milano, Torino, Tortona città turistiche, ma con quali attrazioni?




Praticare il turismo

Nella rassegna stampa di questa mattina mi sono trovato un articolo che Carlo Maria Lomartire scrive riguardo alla città di Milano che si scopre la terza città più turistica d’Italia a pari merito con Firenze e dopo Roma e Venezia.

http://www.ilgiornale.it/news/milan…

Milano Torino Tortona città turistiche ma con quali Infrastrutture?

E’ l’occasione per fare il bilancio della città e della sua offerta turistica a livello infrastrutturale. Mi sembra un buon articolo, soprattutto perchè tira in ballo il turismo d’affari che ha il merito di essere di gran lunga quello che spende di più, soprattutto in alberghi, ristoranti e trasporti pubblici.

Quello che mi ripropongo è di usare la scaletta di Lomartire per fare un confronto con due realtà che conosco bene perchè ci ho vissuto e le ho studiate: Torino e Tortona.

Per farlo mi avvarrò del concetto di Benchmarking inteso come “grado di competitività” di una città.

Il benchmarking delle città

Ogni città ha una sua categoria di appartenenza a seconda dell’importanza reale o percepita che riesce ad avere. Vi sono città di livello mondiale, quali New York, Londra Parigi e Milano, Poi ci sono città di valore Nazionale, Regionale ecc a seconda di quante e quali funzioni centrali riescono a svolgere.

La competizione tra città mi ricorda molto la Barcolana, la storica regata velica internazionale che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre, dove su una singola linea di partenza si ritrovano a gareggiare fianco a fianco velisti di ogni tipo: dai team di professionisti al semplice appassionato, dalle imbarcazioni più veloci del mondo al “guscio di noce”, ognuno impegnato a precedere il suo vicino e piazzarsi al meglio della categoria. Qualcuno termina la gara entro un’ora, altri arriveranno nel pomeriggio ma ognuno da il massimo di se.

Se è vero che una città è un insieme di funzioni allora anche il suo benchmarking è un insieme di risultati ottenuti nei vari settori. I settori presi in considerazione dall’articolo e ai quali mi limiterò in questo scritto, sono:

Il Turismo congressuale

Settore trainante a Milano è il turismo d’affari: fiere, esposizioni, convegni e congressi. Chi è in città per lavoro spende di più del turista medio.

A Torino si è puntato al turismo di lavoro fin dal Primo Piano Strategico realizzato nel 2000 con l’intento di promuovere la città a livello internazionale. Quello dei congressi è un comparto debole del turismo a Torino. A Rimini, Bologna, Bari e soprattutto a Milano si tengono un numero maggiore di convegni e riunioni di lavoro. Questo non toglie che uno sforzo si sia fatto e oggi la città sabauda abbia trovato una sua dimensione con le visite d’affari legate al distretto tecnologico del settore automotive.

Riguardo a Tortona esso è inesistente, l’attenzione è ancora troppo rivolta al “turista medio” che mangia un pasto alla fiera e nella migliore delle ipotesi torna a casa con sei bottiglie di vino o una robiola. Si sta trascurando la golosa opportunità di avere in città uomini d’affari che pranzano nei migliori ristoranti, si muovo in taxi e potenzialmente, dopo la fiera hanno un po’ di tempo per scoprire la città e continuare a spendere. Non mi risulta che scienziati e luminari si siano mai incontrati a Tortona per decidere alcunchè.

Potrei sbagliarmi ma la necessità di una fiera di settore, rivolta ai professionisti è forte, si potrebbe sfruttare il comparto agricolo, per iniziare a costruire una comunity che si incontra a Tortona. Quello del turismo di lavoro è un settore molto importante perchè apre la possibilità di “attrarre” le sedi delle aziende di settore, con il conseguente vantaggio in termini di posti di lavoro in più.

A livello di “turismo congressuale” e attrattiva di professionalità cito Valli Unite, agriturismo ed azienda agricola promotrice di altre realtà quali l’”Associazione ForestIERI”, vera e propria eccellenza del dibattito culturale sud Europeo sull’agricoltura biologica ed il modo (maniera) di essere contadini oggi.

I mega Eventi (straordinari)

L’articolo prosegue con l’analisi degli eventi, Expo Milano 2015 e la finale di Champions league di calcio. Due Eventi di rilievo che hanno posto Milano alla ribalta delle cronache internazionali e che hanno attirato in città milioni di persone (Expo) e decine di migliaia (finale di Champions league).

Torino ha un occhio di riguardo per i grandi Eventi, spesso riesce ad accaparrarsi qualche evento nazionale ed Internazionale.

Tortona dovrebbe iniziare a puntare seriamente ad eventi “straordinari”. Eventi sportivi o culturali, qualche rilevante Mostra d’arte o l’arrivo del Giro d’Italia, sono eventi alla portata di Tortona, in grado di aumentare il famigerato Benchmarking perchè danno visibilità. Inoltre sono di stimolo per lo sviluppo delle infrastrutture, gli impianti come vengono chiamati nell’articolo.

Arena Derthona”, il festival musicale di Luglio, è il più prestigioso tra i nostri eventi, l’unico in grado di attrarre la stampa almeno regionale con i suoi “Apericinema musicali” che amplificano l’esperienza ed il valore del concerto e sono distintivi per Tortona.

Oltre all’Arena di luglio c’è un altro evento tortonese che mi sento di “eleggere” e ruolo di Mega e questo è “La Mitica” di Castellania, per la rilevante corsa ciclostorica che si piazza ai primi posti nel circuito internazionale proprio per via di Fausto Coppi, eredità ben sfruttata anche con gli “Incontri cicloletterari” che si svolgono in inverno di fatto de-stagionalizzando l’affluenza turistica.

I grandi Eventi (ricorrenti)

Nell’articolo non se ne parla ma io li cito qui perchè essi sono importanti. Torino produce eventi che poi, spesso le vengono “soffiati” da altre città come nel caso del “Salone dell’Automobile” e di quello del libro. Sono solo due esempi di eventi che vengono ideati a Torino e poi trasferiti ad altre città.

Tortona ha un suo buon numero di eventi ricorrenti ad alcuni con caratteristiche uniche quali ad esempio “Asssaggia Tortona” e “Quatar pass per Timurass”, il “Free Yoga Festival”, la “biennale di Volpedo”, la “Fiera Nazionale del tarfuto” di San Sebastiano Curone e “il borgo delle storie” di Garbagna sono eventi con un valore immateriale perchè riconoscibili, ma soprattutto perchè in grado di attrarre visitatori esterni.

Gli Eventi locali

Fiere enogastronomiche locali come la “Sagra del Sedano” di Alluvioni Cambiò, “Cantarà e Catanaj” di Tortona o “San Desiderio” a Castelnuovo sono esempi di fiere in grado di attrarre pubblico ma che non si distinguono in nulla da fiere analoghe in altri luoghi d’Italia.

Da dove vengono i turisti?

Saper distinguere tra fiere in grado di attrarre gente da fuori e no è molto importante perchè il turismo non si fa con i residenti. Alcune fiere sembrano avere successo ma se il pubblico è interno non aumentano il valore economico del territorio ed incidono poco anche sul valore percepito.

L’offerta culturale

L’offerta culturale è appena accennata per Milano, si ritiene che sull’offerta culturale si sia lavorato e si continui a farlo, viene indicato come fiore all’occhiello la “Triennale”.

Sulla cultura il discorso è diverso a Torino che, forse perchè carente su altri punti, ha investito molto in questo settore diventando una delle città con la più alta concentrazione di cultura, anche quella fruibile dal turista. Oltre ad essere diventata la città con il più alto numero di musei d’Italia è anche una città con un alto numero di biblioteche e di librerie, utili ad attrarre un pubblico di qualità.

La cultura è per Tortona un settore forte su cui si può sfruttare un vantaggio strategico già esistente: il polo museale costituito dalla Pinacoteca “Il Divisionismo”, il “Museo Diocesano”, “Palazzo Guidobono” ed il “Museo Orsi” non sono le uniche realtà culturali presenti in città. Il “Fondo Sarina”, ad esempio ed il “Museo del Mare”, le “Baracche di Luglio” ed il “Festival Start” di luglio, sono realtà di valore che, unite alle offerte culturali già disponibili a Volpedo e Castellania e a quelle in fase di costituzine a San Sebastiano Curone e Garbagna, collocano Tortona di buon grado tra le città potenzialmente più competitive di tutto il basso Piemonte e oltre.

Approfitto per ribadire ancora una volta che la cultura ha un peso economico quando non è solo “fruizione” ma vera e propria “produzione”, forse perchè, tornando al nostro discorso iniziale, la produzione di cultura è in grado di attrarre gli “addetti al settore”, che sono quelli più propensi a spendere.

L’offerta culturale sui colli è ricca ma molto segmentata, i nostri borghi sono ancora molto spopolati, nella migliore delle ipotesi frequentati stagionalmente dai villeggianti. Una offerta culturale incisiva, in grado di produrre cultura può e deve essere rivolta alla popolazione residente ed essere di qualità ed anche qui “cosmopolita”, con una attenzione a quanto avviene all’esterno.

In questo ritroviamo “Valli Unite” e “Mercato del Sale” ma anche il “Cai Tortona“, proprio lui, che stando di pattuglia sui sentieri di trekking ha intercettato la via Postumia e quindi i pellegrini religiosi.

La stessa Diocesi di Tortona è una realtà forte del turismo religioso e sta organizzando la giornata mondiale della musica nella nostra città, evento anche questo che si preannuncia Mega e che di sicuro accelera la produzione culturale, in questo caso artistica, della città.

Dalle pianure verso il Po arrivano segnali concreti da Sale, che riesce a essere polo di cultura e da Castelnuovo Scrivia che è impegnata nella costruzione di un importante museo. Da quest’anno Alluvioni Cambiò è sulla ciclovia Venezia Torino che deve diventare il corridoio per il Parco del Ciclismo dei Colli di Coppi.

Lo sport

Secondo l’articolo la situazione della città di Expo 2015 è drammatica:

“non ha un vero e proprio palazzo dello sport; che non solo non dispone di uno stadio del nuoto ma è l’unica grande città europea priva di una piscina olimpionica coperta; che nonostante il gran numero di appassionati di tennis non dispone di uno stadio del tennis; e che per quanto riguarda pallacanestro e ciclismo su pista, nonostante l’intervento di privati e grazie a quello della burocrazia le cose vanno per le lunghe. Insomma per rilanciare davvero a livello internazionale una Milano dello sport, con le conseguenti ricadute turistiche, è necessario un grande piano di realizzazione di strutture adeguate. Non è più accettabile che il crescente prestigio globale della città abbia questa grave lacuna. Ma il fatto è che sia la giunta Sala sia la precedente Pisapia hanno dimostrato disinteresse e mancanza di sensibilità per questo argomento, come se si trattasse di un lusso superfluo e non di una fonte di reddito per la città e di attrezzature a disposizione dei cittadini, utili al loro benessere. Forse ha ragione chi sostiene che solo se si candida ad ospitare le Olimpiadi una città si occupa seriamente di strutture sportive.”

Come potete leggere l’autore parla di infrastrutture, osando proporre le Olmpiadi anche per Milano perchè le ritiene in grado di stimolare il miglioramento delle infrastrutture sportive.

Ora Torino le Olimpiadi le ha avute e si è ritrovata con tanti contenitori vuoti, più che con tante palestre. Nella migliore delle ipotesi le strutture sono state trasformate, alcune invece sono state abbandonate. Mantenere alto il livello di certi interventi non è facile, mettiamola così. E’ vero che si trattava di Olimpiadi Invernali ma ad ogni modo la fretta e la “scala” di una olimpiade non sono in grado da sole di garantire una continuità su tutto. Inoltre, è pur vero che gli investimenti sullo sport non siano poi così frequenti nel nostro paese.

Riguardo a Torino, dopo aver perso la squadra di volley e praticamente quella di basket punta tutto sul calcio con i privati. Lo stadio-museo della Juventus e il “sogno” del Filadelfia, in questo caso sì, ha avuto beneficio dalle Olimpiadi per il riuso del “Comunale” divenuto “Stadio Olimpico”. La Juve sempre in coppa è una opportunità da sfruttare. Una squadra di calcio a quei livelli è in grado di scatenare un turismo “sportivo” durante le partite ma anche un turismo destagionalizzato di tifosi che non vanno allo stadio ma che non disdegnano una visita allo shop societario per procurarsi qualche raro cimelio.

Tortona sullo sport è avvantaggiata. Ha una squadra di Basket che si batte ai primi posti del campionato cadetto e che nell’ultima stagione ha disputato i playoff, inoltre organizza il prestigioso torneo “Guido Ghisolfi” contro squadre importanti.

Infrastrutture? A Tortona? Non per il Basket e neanche per il ciclismo.

Il Basket si va a giocare a Voghera aumentando la confusione tra i tifosi delle squadre avversarie che ancora si confondono tra Derthona e Tortona, ad ogni modo prendendosi le “consumazioni” e i biglietti d’ingresso durante il campionato, le fasi di squalifica e i numerosi Tornei che vengono “regalati ai cugini Oltrepadani”.

Riguardo al ciclismo la situazione è ferma. La Mitica è diventato un evento ma il parco del ciclismo è fermo sulla carta. Vi invito a leggere quanto scritto da Dario Canciani su questo blog riguardo alParco del Ciclismo dei Colli di Coppi” per rendervi conto che intere sezioni di progetto (ad esempio la segnaletica) non stanno trovando applicazione.

La già citata via Postumia riguarda anche questa voce perchè cammini e sentieri sono di sicuro una infrastruttura, a questa si aggiungono tutti i sentieri di trekking che, vengono tenuti in vita dai volontari: Cai e Pietra Verde innanzitutto ma anche Associazione Pellizza da Volpedo.

Singolare e di sicuro interesse è la realtà di Montegioco, il moto club “Valli Tortonesi“ che, al “prezzo” di un fine settimana in cui i mezzi a motore entrano nei boschi e sulle strade poderali seminando il loro baccano e la loro puzza, è in grado di ripristinare i sentieri e quindi garantirne la manuntezione ordinaria (e anche straordinaria, diciamolo!) dei nostri boschi.




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