Il ruolo del Benchmarking per l’Ospedale Civile di Tortona.




scala Ospedale Civile di Tortona
La scala dell’Ospedale di Tortona che è stata sacrificata per il nuovo Atrio d’ingresso. Foto M. Galluzzi

La questione tortonese

Leggo in questi giorni un rinnovato dibattito sull’occasione persa da Tortona di conservare il suo Ospedale Civile e sulle responsabilità vere, presunte e scaricate. Mi accorgo che manca un elemento nell’analisi, nessuno si è ricordato di fare un quadro leggermente più ampio della situazione.

L’Ospedale Civile di Novi Ligure

E’ facile dire che l’Ospedale di Tortona aveva le carte molto più in regola di quello di Novi Ligure che non veniva ristrutturato da tempo, ha un ingresso al pronto soccorso più insicuro e infelice della media, è di concezione vecchia con i reparti suddivisi su più piani che costringono ad un massiccio utilizzo di scale e ascensori. In pratica un Ospedale che richiede spese per un ammodernamento che, a Tortona, erano già state fatte.

L’Ospedale Civile di Tortona

Che senso ha avuto dismettere l’Ospedale di Tortona, ormai interamente ristrutturato anche con interventi massicci? Si pensi al nuovo ingresso, completamente rifatto sacrificando il vecchio scalone aulico. Si pensi al reparto di Ostetricia che, unico nel raggio di quasi cento chilometri, consentiva il parto in acqua. Si pensi alle cure oncologiche con un primario di fama mondiale o alla senologia e a tutti quei reparti “veramente” efficenti e attrezzati, non ultima Ortopedia e il reparto di medicina per cui era stato costruito un nuovo padiglione degenza/dialisi.

Stendo un velo pietoso sul punto nascite che a quanto pare è stata la cartina di tornasole della scelta a favore di Novi e che, secondo alcuni, riportava un errore nella relazione consegnata in Regione, un errore non banale (uno zero aggiunto) sulla differenza delle nascite che ha spostato Tortona da leggermente in vantaggio a completo svantaggio rispetto a Novi Ligure. Mi auguro che questo non sia vero e sono convinto che comunque non sia stato alla base della scelta ma che, semmai, l’abbia solo confermata.

I perchè di una scelta ingiusta

Ma quindi qual è stata la causa di questo errore di valutazione? Ammesso e non concesso che quanti hanno dovuto prendere decisioni a riguardo fossero in buona fede, perchè è stata scelta Novi Ligure come sede Ospedaliera e non Tortona?

Per dire la mia a riguardo tiro in ballo uno strumento di cui si dotano le città moderne per affrontare le sfide della competitività e delle coesioni territoriali: Il benchmarking.

Il Benchmarking urbano

Il benchmarching è una modalità con cui le realtà urbane si mettono a confronto reciproco, è una vera e propria classifica di valore che viene dato in base ad un’interpretazione “complessa” del concetto di competitività urbana. Città e regioni, anche quando fortemente specializzate, tendono a competere con differenti “avversari” con riferimento a differenti settori e funzioni: ad esempio Tortona e Novi Ligure sono state in competizione per l’ospedale ma non lo sono in altri campi, non lo sono riguardo riguardo alla Diocesi che le contiene entrambe; Tortona non è in competizione con Novi per quanto concerne la presenza di una Fondazione Bancaria, semmai lo sarà con Biella o Alessandria, anch’esse sedi di Fondazioni Bancarie, così come Novi non è in competizione con Tortona per la produzione di cioccolato, semmai lo sarà con Alba e con Torino, che hanno anch’esse fabbriche di cioccolato e via dicendo.

Le politiche regionali

Se mi consentite una grossolana sintesi, potrei affermare che Novi Ligure e Tortona scendono in competizione per quanto riguarda le decisioni che avvengono a livello regionale, ed è lì che bisogna affinare lo strumento del benchmarking.

Se Torino ha preferito Novi Ligure a Tortona è perchè il valore (vero o presunto) di Tortona è stato percepito inferiore ed è su questo che bisogna agire. Occorre innalzare il benchmarking di Tortona e riportarlo al di sopra di quello di Novi Ligure. Lo dico da partigiano, dal punto di vista tortonese.

Non è facile, ragazzi, Novi Ligure è in una posizione di vantaggio geografico non da poco, è sulla direttrice Torino-Genova che a quanto pare, ormai, vale più di quella Milano-Genova, ed inoltre Novi Ligure ha messo in atto da tempo politiche di marketing territoriale che per quanto faticose hanno dato un risultato nel tempo come sta a dimostrare la presenza dell’Ospedale Civile (e anche quella del Museo dei Campionissimi con annesso centro fieristico).

Il riscatto di Tortona

Per alzare il benchmark di Tortona occorre prendere coscienza degli svantaggi e dei limiti oggettivi e trasformare eventuali minacce in opportunità, soprattutto occorre che Tortona recuperi posizioni su tutto quanto gli è possibile.
Le modalità con cui farlo meriterebbe un discorso a parte ma di sicuro perchè ciò avvenga è necessario che la popolazione interna di Tortona e dintorni si faccia orgoglioso veicolo pubblicitario del luogo in cui vive e dei prodotti della sua terra, motivata e supportata in questo da una produzione che non faccia sconti e che offra il prodotto migliore possibile in qualsiasi settore: primario, secondario, terziario e quaternario. Più forte saprà essere Tortona in ognuno di questi settori e più recupererà “punti”, come si dice nel linguaggio corrente, nei confronti di Novi Ligure e di altre città al suo livello diventando una città percepita come più produttiva, su cui è più conveniente investire.

La produzione di cultura

La produzione che interessa Torino è quella culturale, questo non bisogna ignorarlo. Torino ha scelto la cultura non perchè Torino sia despota, ma perchè ha speso molto nel trovare gli strumenti di una sopravvivenza post-industriale e li ha trovati nella produzione di cultura.

Perosi 60 – Tortona città della musica

Tornando al discorso di oggi, questo è nato in contrapposizione all’Evento culturale “Perosi 60 – Tortona città della musica” che la Diocesi di Tortona sta realizzado con l’aiuto di tutti i principali attori della città: dalla Società Storica Pro Iulia Dertona alla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, dal Comune di Tortona all’Accademia Perosi e di molte, moltissime realtà associative e produttive del territorio. Forse chi ha tirato in ballo l’ospedale in questo discorso non si rende conto della portata mondiale di questo evento che Tortona ha il diritto di giocarsi perchè dal punto di vista musicale ha un benchmark (pedigree?) di tutto rispetto che potrebbe, in questo settore, proiettarla nel rango delle città migliori al mondo per produrre musica, con il richiamo di professionalità musicali sul territorio. Ma vi immaginate voi un mondo in cui, per fare musica di livello, occorre essere passati da Tortona?

Chi ha tirato in ballo l’Ospedale Civile al cospetto di Lorenzo Perosi e del bene che può fare anche da morto alla sua città natale, oltre che aver fatto un commento di dubbio gusto non si rende conto che il riscatto di Tortona potrebbe passare (come sicuramente accadrà) anche da Eventi di questo valore.

Ormai il danno è fatto: Tortona “si è” ed “è stata” trascurata per troppo tempo.

Per recuperare il tempo perduto è necessario che Tortona torni a dire la sua e per farlo dovrà produrre cultura e poi dovrà far percepire il suo valore al mondo.

Grazie Mike

Ringrazio il dottor Massimo Galluzzi per la foto dello scalone che non c’è più.

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