Gino Strada è stato a Viguzzolo

Ospite per la commemorazione dell’8 settembre con Marco Revelli, che torna a Viguzzolo per il secondo anno consecutivo. “L’uomo è progredito in tanti campi, faccia così anche in quello etico”.



Una serata indimenticabile

Questa sera la SMS La Fraterna di Viguzzolo ha ospitato Gino Strada.

Non è facile trovare le parole per descrivere l’aurea di fiducia che si è sparsa per la sala, gremita! Gente in platea, gente in galleria, gente in piedi, gente dappertutto. Tant’è che un ragazzo a un certo punto è anche svenuto. Forse il caldo, secondo me l’emozione. Dice che gli capita spesso. Si è ripreso subito e ha continuato ad ascoltare.

Questa volta il presidente Anpi di Viguzzolo LIno Scopelli, sul palco a fare gli onori di casa insieme a Cinzia Rescia di ACV Viguzzolo Cultura e a Giampaolo Bovone, ha dettato una scaletta meno rigida dell’anno scorso in cui Moni Ovadia e Marco Revelli avevano continuato a rispondere alle domande dei moderatori. Quest’anno si è lasciato spazio e Gino Strada ha avuto modo di dialogare di più con Marco Revelli, sociologo e professore universitario in pensione, per il secondo anno consecutivo ospite alla serata che Viguzzolo dedica all’8 marzo 1943.

Tanto amore, questo è quello che mi porto a casa. Forse questa è la parola che più di tutte contiene quel misto di fiducia, grinta e voglia di affermazione che ci ha trasmesso Gino Strada, patron di Emergency, ONG italiana che da 25 anni sta curando chi non ha i soldi per accedere alle cure nei quattro angoli del mondo. Anche i dubbi più ragionevoli di Marco Revelli vengono travolti dall’entusiasmo del “dottore“, come lo chiama Michele Tranquilli, il nostro concittadino che ogni tanto parte in missione per Emergency, o i ragazzi della sede di Alessandria, tantissimi, con le maglie rosse “ufficiali” e gli striscioni, che hanno accompagnato Gino questa sera.

Ad introdurre la serata, preceduta dalla proiezione di alcuni video in cui si vedono scene della vita negli ospedali di Emergency, è stato il sindaco Giuseppe Chiesa. Poi Iside Ponta, docente di Italiano a Viguzzolo e Francesca Olivieri, regista e coordinatrice del laboratorio “La bicicletta di Gabriella“, che ha dato vita ad un cortometraggio realizzato dai ragazzi delle scuole di IC Viguzzolo sul tema delle donne della resistenza, trasmesso mentre i relatori salivano sul palco.

Uno dei primi temi affrontati è quello dell’etica. Lo butta sul piatto Marco Revelli, chiedendo come è possibile che l’umanità sia arrivata a condannare chi aiuta il prossimo. Cosa può mai esserci successo se non ci vergogniamo più di far del male, anzi, arriviamo a deridere (e condannare) chi fa del bene. Perché la specie umana è l’unica che uccide i propri figli?

Di politica si è parlato e anche molto, del governo. Quello attuale e quello precedente, che Gino Strada accusa di aver avvelenato i pozzi, con l’odio, per un’anno e mezzo. Odio che non sarà facile smaltire. Comunque il menefreghismo verso chi è in stato di necessità non è stata una esclusiva dell’ultimo governo, anche quello precedente non era stato da meno, e questo Strada lo riconosce.

E poi i racconti dell’Afganistan, paese in cui Gino Strada ha abitato per 7 anni e qualche politico non sa neanche dove sia o cosa stia accadendo là. Sono 18 anni che le truppe italiane sono a fianco di quelle americane in una missione di pace che puzza tanto di guerra. Un giorno Gino Strada ha domandato a un politico ancora vivente perché l’Italia non uscisse dalla Nato. Ha ottenuto come risposta, pronunciata con bocca e occhi mezzi chiusi: “Non se ne parla neanche“.

Eppure è del 1928 il patto di Parigi di rinuncia alla guerra, siglato da francesi e americani, entrato in vigore l’anno successivo e poi mai onorato.

Qui la diretta facebook di Gino Strada a Viguzzolo

Qui qualche foto della serata



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