“La carità di Gesù Cristo non fa eccezione di persone e non serra porte”, così don Orione ha salvato la vita a molti ebrei perseguitati

Una folta rappresentanza di studenti tortonesi ha partecipato al convegno «Don Orione e la Shoah» organizzato a Pontecurone per la Giornata della Memoria.



Convegno “Don Orione e la Shoah”, per non dimenticare

 
Don Orione e la Shoah - 1/5

Venerdì 25, alla SOAMS di Pontecurone, è stata celebrata la Giornata della Memoria con la partecipazione di una folta rappresentanza delle scuole tortonesi: le classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado del paese, il Liceo Peano, l’Istituto Carbone e l’Istituto Marconi. Alla manifestazione hanno aderito inoltre alcuni esponenti dell’Associazione Profughi Istriani e Dalmati di Tortona, con la presidente Brunilde Boniciolli, che il prossimo 10 febbraio celebreranno la Giornata del Ricordo, per commemorare l’esodo dalle loro terre alla fine della seconda guerra mondiale.

Il Convegno, organizzato dal Comune di Pontecurone, dall’Associazione Culturale “Il Paese di Don Orione ONLUS” e dalla Biblioteca “Sandro Castelli“, per ricordare le vittime dell’Olocausto, era incentrato sul ruolo svolto da Don Orione, dai sacerdoti e dalle suore della sua Congregazione a favore degli ebrei, prima e durante la seconda guerra mondiale. L’impegno degli orionini verso tutti quelli che cercavano aiuto, dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938 e in seguito, per sfuggire alla deportazione nei Lager nazisti, fu costante e le porte delle case e dei conventi della Congregazione erano sempre aperte, come ha sottolineato nel suo intervento Don Flavio Peloso.

Un impegno che rispondeva alla precisa eredità lasciata dal Fondatore: “Le case non sono nostre, ma di Gesù Cristo: la carità di Gesù Cristo non fa eccezione di persone e non serra porte; alla porta del Piccolo Cottolengo non si domanda a chi viene donde venga, se abbia una fede o se abbia un nome, ma solo se abbia un dolore! Siamo tutti figli di Dio, tutti fratelli”.

L’altra relatrice, Suor Maria Alicja Kedziora, ha illustrato, con documenti e immagini, quanto sia stato prezioso il ruolo svolto dalle Piccole Suore Missionarie della Carità all’interno della Piccola Opera della Divina Provvidenza nel mettere in salvo gli Ebrei durante dallo sterminio. La persecuzione degli ebrei costituì per la Congregazione una nuova emergenza a cui far fronte con tutti i mezzi, coinvolgendo tutte le sue istituzioni. Il coordinatore degli aiuti alla popolazione ebraica fu l’orionino Don Gaetano Piccinini, al quale il 23 giugno 2011 fu conferito il titolo di Giusto fra le Nazioni dallo Stato d’Israele.

Con Gaetano Piccinini sono stati commemorati anche gli altri Giusti della Shoah, cioè coloro che in quel drammatico momento storico si sono opposti alla “Soluzione finale del popolo ebraico” a rischio della propria vita, come Schindler e Perlasca. Tra coloro che sono stati proclamato Giusti tra le Nazioni per aver salvato persone ebree durante la seconda guerra mondiale, Maria Grazia Milani ha ricordato Don Angelo Bassi, a cui proprio lo scorso anno è stata intitolata la piazza della Chiesa di Gremiasco, paese che lo ha visto parroco per oltre sessant’anni.

La Giornata della Memoria, istituita in Italia nel 2000 con una legge dello Stato, come hanno ripetutamente sottolineato i relatori, intende offrire spunti di riflessione soprattutto ai giovani, affinché essi possano trarre insegnamenti positivi ed utili ad evitare che simili atrocità non avvengano più, perché, come scrive Primo Levi:Ciò che è accaduto può ritornare. Le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate, anche le nostre”… ogni epoca ha le sue dittature ..non restiamo indifferenti di fronte al male e al dolore di chi ci circonda!

L’incontro è stato chiuso dalla prof.ssa Maria Luisa Ricotti, conduttrice e coordinatrice dell’incontro, che ha ringraziato il numeroso pubblico, in particolare gli studenti per l’attenzione e la partecipazione prestata durante tutta la mattinata.

Alcune foto della mattinata

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