Un comunicato stampa che un po’ ci preoccupa. C’è chi vuole spostare l’area logistica del retroporto di Genova a Piacenza, isolando il Basso Piemonte

L’interporto di Alessandria è già pronto, perché l’assessore Gabusi avrebbe stipulato un protocollo d’intesa per realizzarne uno nuovo a Piacenza?



COMUNICATO STAMPA

Abbiamo appreso dagli organi di stampa, (Il Sole 24 ore del 22 gennaio 2020) che è stato stipulato un protocollo di intesa su investimenti e logistica, tra le Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, il Comune e la Provincia di Piacenza.

Con la conclusione dei lavori per il Terzo valico e il potenziamento della linea ferroviaria per Voghera verrà costituita una corsia preferenziale tra il porto di Genova e Piacenza per uno snodo logistico ferroviario certamente più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Un investimento di 60 milioni di euro tra Rete Ferroviaria Italiana (FS), Hupac, Mercitalia Logistics. Una futura nuova stazione ferroviaria a Piacenza collegata al polo logistico Le Mose che renderà ancora più appetibile l’area intermodale del nord ovest per nuovi insediamenti per nuovi investitori.

L’Assessore leghista ai Trasporti e alle Infrastrutture della Regione Piemonte, Marco Gabusi dichiara, per rendere ancora più esplicito il concetto che le reti logistiche per essere utili non devono tener conto dei confini regionali e che l’accordo non fa che sancire una realtà già esistente.

La CGIL della provincia di Alessandria ricorda all’Assessore regionale (del Piemonte) che Alessandria non solo è il naturale retroporto della costa ligure compresa tra Genova Savona e con il nuovo porto appena inaugurato di Vado Ligure ma che appena due mesi fa abbiamo ascoltato l’Amministratore delegato di RFI ferrovie dello Stato dichiarare un rinnovato interesse verso lo Smistamento Ferroviario di Alessandria ovvero un area enorme occupata da 100 chilometri di binari pronti per essere dedicati alla formazione di treni merci da 750 metri da inviare a nord verso il porto di Rotterdam e verso la Francia, unico snodo già pronto e utile per alleggerire il traffico da una rete stradale antica affollata ed erosa dall’aria marina, come ci insegna la vicenda del ponte Morandi.

La scelta di isolare il basso Piemonte, concentrando gli investimenti nel nord est, è la condanna a rimanere l’area più inquinata d’Italia con la più alta concentrazione di tumori d’Italia con un trasporto di merci e persone esclusivo carente e pericoloso, su gomma.

Riteniamo profondamente sbagliato e ingiusto che una grande opera che modifica la fisionomia del nostro territorio produca solo scorie da accumulare nelle discariche della provincia e posti di lavoro e sostenibilità ambientale altrove.
Leggiamo venerdì 24 gennaio (il Piccolo) nell’intervista al Sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco di una prossima firma di un documento con il Comune di Genova per l’avvio dei lavori di progettazione dello scalo ferroviario per realizzare il retroporto di Genova. Abbiamo bisogno di capire quale scalo ferroviario, ne facciamo due? Nel frattempo le organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL Regionali hanno chiesto un incontro all’Assessore Marco Gabusi e il testo del protocollo firmato. Attendiamo risposte.

CGIL Alessandria

Foto: rivaltasped.com



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