Ancora sulla ZTL di Tortona, ma che senso ha il traffico per le vie del centro?

Contrariamente a quanto prospettato in campagna elettorale, la giunta Chiodi sembra intenzionata a rendere il nostro centro storico meno sicuro e più caotico. Alcune riflessioni.



Ma che senso ha?

Pubblico qui il comunicato della Lista Civica Tortona, lo faccio con un po’ di ritardo, visto che risale alla scorsa settimana.

Da quando è stato emanato non è cambiato nulla. Sono passato da poco in piazzetta de Amicis e ho visto ancora la barriera di paracarri e fioriere. Del Tratto della via Emilia Nord non so nulla. Del resto quaggiù tra via San Marziano e via Passalacqua basta modificare il cartello stradale con gli orari, perché di fatto non ci sono ostacoli fisici.

Diverso è il discorso in via Ammiraglio Mirabello, su cui affacciano l’ingresso della Biblioteca Comunale e del Teatro Civico. Qui il traffico non è stato impedito dalla giunta Bardone. Nei due interventi “strategici” di riduzione del traffico automobilistico non è stata chiusa la via. È successo qui e in Piazzetta De Amicis, la via è stata “tagliata” in due tronconi impedendone l’attraversamento. O si entra da una parte o si entra dall’altra. Le auto possono entrare in tutti e due i luoghi, ma una volta arrivati alla meta per uscire devono tornare indietro, sui loro passi. In pratica è stato adottato un provvedimento intelligente per consentire l’accesso ai solo residenti. Con via Emilia chiusa, poi, il tratto di via Ammiraglio Mirabello che fa angolo con via Emilia era diventato naturale sede delle attività per i più piccoli, dal momento che auto non ce n’erano. Quante volte, negli ultimi due anni, abbiamo assistito ad una invasione pacifica di bambini, nella bella stagione con i tavoli della biblioteca in piazza. A Natale e Carnevale, ma anche durante la notte bianca, era piazza Aristide Arzano, quella su cui affaccia Palazzo Guidobono e contenere i giochi dei nostri pargoli.

Quando il provvedimento Chiodi sarà effettivo dovremo iniziare a scordarci una Tortona più vivibile e ricominciare a pensare ad una città in cui pedoni e automobili conviveranno. E non venitemi a dire che pochi metri non cambiano, io vi dico che cambiano eccome: innanzitutto è il principio che conta, la direzione da prendere è quella di separare sempre più i pedoni dalle automobili, sia in situazioni di movimento che di sosta (cit. Le Corbusier. Le attività umane si possono racchiudere in due grandi insiemi: le attività da fare in movimento e quelle da fermi NdA). Gli iniziali due tratti sono già diventati tre, poi saranno quattro?.. e in quattro e quatr’otto ci ritroveremo senza più un centro vivibile. Il lavoro per pedonalizzare Tortona in maniera da renderla attrattiva per il turismo è ancora lungo. Ma una cosa è certa, se si rinuncia non si arriverà mai a un risultato.

In secondo luogo, secondo il mio umile parere, voler motorizzare Tortona è una scelta deleteria per il suo Brand, per la sua reputazione. Il Brand di Tortona trova sfogo solo come centro-zona del distretto turistico cosiddetto Derthona. Se non si riuscirà a valorizzare i 25 secoli di storia che possiamo offrire ai nostri visitatori non si rafforzerà il Brand tortonese, la Marca Derthona. Per valorizzare un bene o un sistema culturale, fino a prova contraria, significa prendersene cura e renderlo fruibile al pubblico. Una scelta come questa, che va contro a ciò che i turisti e residenti desiderano e ricercano.

Ma secondo voi un turista, o un cityuser, o una famiglia qualsiasi, messi di fronte alla scelta di raggiungere un luogo a misura d’uomo e uno a misura di automobile, che decisione prenderebbero?

La crisi nelle nostre zone è demografica prima ancora che sociale. Solo in parte economica. Bisogna invertire la tendenza, Tortona deve tornare a crescere, solo così potrà attrarre soldi e persone. Poter aumentare il nostro tenore di vita (vale per tutto il territorio tortonese: non solo Tortona ma anche la campagna, i borghi e i colli) abbiamo un prezzo da pagare, credetemi. Quel prezzo è quello di accogliere gente da fuori. Lettori: se fosse per gli autoctoni queste zone sarebbero ormai ridotte al lumicino come numero di abitanti. Non c’è abbastanza capitale umano per ripartire. Lasciamo perdere i soldi, che anche quelli chi li ha li dovrebbe investire nel territorio, almeno in ciò che gli compete o in cui può essere utile. Qui quello che manca è gente, che popoli il territorio e gli dia energia.

Ma poi anche per noi. Ma non è meglio vivere in una città bella e sicura, o in una città caotica in cui non si fa nulla per ridurre i conflitti?

Va boh, ho già riflettuto fin troppo. Vi lascio alle osservazione della Lista Civica di Tortona. È un comunicato lunghissimo, pieno di spunti, non escludo nei prossimi giorni di riproporverlo a pezzi, così titolo un po’… vedremo.

cc

ZTL: le contraddizioni di una scelta assurda

Come era prevedibile l’amministrazione ha cominciato con le schivate sulla questione Ztl, cercando di minimizzare la portata dei provvedimenti di apertura di piazzetta De Amicis e del tratto tra via San Marziano e via Ammiraglio Mirabello, ridotti a mera “rimodulazione della viabilità”.

Questo non è accettabile. La vivibilità di un centro infatti è centrale nell’idea di sviluppo di una città e non deve essere affrontata partendo da singoli punti di vista. Eppure pare essere proprio questo l’orientamento dell’Amministrazione Chiodi. Come dichiarato nel corso del Consiglio Comunale di presentazione delle linee di mandato, la motivazione per una revisione della Ztl starebbe tutta nel soddisfare la promessa elettorale fatta ai commercianti del centro: “Visto e considerato che sono 15 anni che sono convinti del fatto che la chiusura al traffico abbia danneggiato le loro attività, io devo dar loro modo di vedere se questa loro convinzione è effettivamente fondata. Non è la soluzione definitiva che pensiamo di porre al problema del commercio, chiaramente. Qualora questa sperimentazione dovesse rivelarsi non proficua abbiamo il piano B. Però io ritengo moralmente necessario dare loro la possibilità di vedere se effettivamente il cruccio che hanno da 15 anni è fondato o meno”.

Nonostante questa compassionevole dichiarazione, poco prima lo stesso Sindaco aveva esplicitamente dichiarato: “Sono io convinto che l’apertura, esclusivamente in una fascia mattutina limitata, in via sperimentale, possa risolvere i problemi del commercio tortonese? Francamente no” (nota per complottisti e sospettosi, il “francamente no” è l’unica parte di audio assente dalla registrazione del consiglio comunale…: streaming zoppicante?).

Siamo in pieno cortocircuito populista ed è sconcertante che l’assessore Bonetti sulla questione abbia il coraggio di dichiarare che non bisogna pensare solo al proprio “orticello” (dichiarazione fatta a RadioPNR).

Si stanno chiaramente anteponendo gli interessi di una sola categoria ad un’idea di sviluppo complessivo della città in linea con l’orientamento mondiale di mobilità sostenibile e ecologica.

La motivazione è raggelante: “Io devo dar loro modo di vedere se questa loro convinzione è effettivamente fondata”. Stiamo scherzando? Provvedimenti emanati in base al sentito dire? Sarebbe questo il brillante progetto per “risvegliare Tortona”? Star a sentire le lamentele di tutti e poi vedere se han ragione? Sinceramente non sembra una motivazione sufficiente. Soprattutto se confrontata con le ragioni che, ad esempio, avevano portato alla chiusura del tratto tra via San Marziano e via Ammiraglio Mirabello che “proteggeva” dal transito delle auto quello che diventerà definitivamente, con la riapertura del Museo Archeologico, il Polo culturale cittadino con la Biblioteca e il Teatro.

A proposito di piazzetta De Amicis la motivazione legata all’aumento di traffico in via L. Perosi è solo la dimostrazione della mancanza di coraggio e visione che già temevamo alla lettura del programma elettorale del centrodestra.

I segnali di disagio legati al traffico nel centro storico dovrebbero spingere naturalmente a considerare graduali ampliamenti dell’area pedonale non l’esatto contrario. Un’amministrazione ambiziosa con il desiderio autentico di rilanciare Tortona comincerebbe ad esaminare la possibilità di studiare un piano per la pedonalizzazione di Piazza Duomo (magari parziale per iniziare?), prima grande “ferita” nel piano pedonale del centro, piuttosto che proporre una sperimentazione che non ha minimamente senso. Di solito infatti si sperimenta qualcosa di nuovo, con un piano preciso, non la riedizione stantia di ciò che c’era prima e se non dovesse funzionare facciamo un altro dietrofront.

Non è questo il modo di amministrare. Un amministratore non può prendere decisioni basate su un’opinione, peraltro estremamente controversa, che non sia supportata dai dati e sulla quale nemmeno lui è pienamente convinto!

Ad oggi infatti non esiste nulla che dimostri una correlazione diretta tra l’esistenza dell’isola pedonale e la crisi del commercio, dunque in base a quali dati viene presa questa decisione e quali parametri verranno presi in considerazione per valutarne l’efficacia? (considerato che lo stesso Sindaco Chiodi ha messo le mani avanti dicendo che se non dovesse funzionare hanno pronto il piano B…a proposito, ci piacerebbe conoscerne i contenuti!).

Anche per valutare l’efficacia ci si fiderà delle dichiarazioni dei commercianti? O magari si prenderà in considerazione, finalmente, il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria approvato in marzo che in oltre 200 pagine di dati elaborati da Arpa auspica e in alcuni casi impone l’aumento delle Ztl?

Invece di accontentare singole categorie cittadine a discapito del resto della cittadinanza non sarebbe più onesto rimuovere l’ipocrisia che da anni circonda la discussione sull’isola pedonale e il commercio, ad esempio evidenziando come dal 2000 al 2014 (negli anni di governo del centrodestra) siano aumentati esponenzialmente i supermercati attorno alla città e in alcuni casi (Esselunga) praticamente in centro.

Senza contare l’apertura dell’Outlet di Serravalle che è in continua espansione (è di fine ottobre l’annuncio di un ulteriore ampliamento da 40 mln di euro).

Quando è stato il momento si è preferita la grande distribuzione al piccolo commercio, non si è fatto nulla per proteggerlo ed oggi si tenta una disperata e inutile marcia indietro scaricando sui commercianti la responsabilità di una scelta impopolare e insensata che nessun impatto avrà nel rilancio del commercio. Un esempio recentissimo, su scala assai più grande della piccola Tortona, è il rifiuto del Sindaco di Milano Sala a concedere l’apertura di grandi spazi commerciali nella zona San Siro, previsti dal progetto di Milan e Inter. La motivazione? “Da quando sono sindaco non abbiamo autorizzato altre zone commerciali perché cerchiamo un equilibrio diverso sugli spazi commerciali, anche per tutelare i piccoli negozi”. Ma a Tortona la colpa non è dei 9 supermercati arrivati in città in 15 anni, no…è dell’isola pedonale. Curioso.

Prendendo altri esempi a noi più vicini Asti e Alessandria, ad esempio, entrambe guidate da amministrazioni di centrodestra, stanno proponendo graduali aumenti delle Ztl che, nel caso di Asti porterebbe quasi al raddoppio dell’area pedonale, mentre Alessandria si appresta a varare il proprio PUMS (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) che prevede anche in questo caso un netto incremento delle zone interdette alle auto. Ovviamente il nostro centro città ha difficoltà serie che riguardano la viabilità e il suo sviluppo geografico “allungato” rendono più complicata la pedonalizzazione progressiva totale. Non per questo bisogna rinunciare proponendo inutili ritorni al passato. Servono soluzioni complesse, ambiziose e programmate su più anni. Invitiamo quindi l’Amministrazione a proporre sperimentazioni che possano essere definite tali e non provvedimenti miopi e arcaici.

Se invece si dovesse insistere su questa strada chiediamo che la parola passi ai cittadini. Siamo certi che ai campioni del popolo, trionfatori alle ultime elezioni, non farà paura una piccola consultazione su un argomento vitale per la città.

La piccola ma significativa raccolta di 120 firme depositate in comune contro la riapertura al traffico di Piazzetta De Amicis (tutti coloro -abitanti, commercianti, tranne uno, e professionisti- che ivi vivono e lavorano) pare essere un segnale incoraggiante e sintomatico della vera posizione della cittadinanza.

Non opinioni, voci o dicerie: firme.

Comunque, valutiamo la cosa in sintesi: ovunque si riducono le auto in centro, a Tortona si aumentano.

Come diceva l’antica pubblicità, meditate, gente, meditate.

Lista Civica Tortona



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