Tortona e tortonese in Cammino verso un Turismo Lento




Questo articolo è stato pubblicato come spalla sul numero di ottobre 2016 del mensile “l’inchiostro fresco”.

avatar-2 Claudio CheirascoIl 22 settembre scorso è stata presentata a Piovera la ciclovia VenTo, che attraversa il nostro territorio ad Alluvioni Cambiò e che vede in Piovera la porta per le terre dei Campionissimi e, quindi, l’area Tortonese e il Distretto del Novese. Un’occasione di sviluppo sostenibile per il nostro territorio, al quale occorre lavorare con fiducia e lungimiranza, ma soprattutto strategia, per non sprecare questa grande opportunità di riscoperta e di sviluppo economico del territorio “minore”, quello lontano dai circuiti turistico-culturali più blasonati, di cui Tortona ed il suo agro fanno parte.

L’Italia, si sa, non è mai molto all’avanguardia nelle politiche economiche, accumula sempre ritardi ma poi ci arriva! Rimane un paese del “primo mondo”, quello occidentale che nella green economy ha trovato un modo per superare la crisi del modello industriale. Riduzione dell’inquinamento, del consumo di suolo e delle materie prime; risparmio energetico e mobilità sostenibile, sono queste le nuove leve della ricchezza su cui scommettono i paesi più “evoluti” del nostro. In Germania sono stati realizzati 40.000 km di piste ciclabili che producono 8 miliardi di indotto all’anno, stabilmente. Questo vuol dire che ogni chilometro genera ricchezza per 200.000€, oltre a 5 nuovi posti di lavoro.

Un altro grande corridoio che attraverserà il nostro territorio, proprio nel suo capoluogo Tortona: la via Postumia, il Cammino italiano verso Santiago, che sarà presentato il 5 novembre prossimo a Tortona, alle 18:00 presso la Sala della Fondazione. Anche in questo caso il ritorno sul territorio attraversato è di sicuro interesse culturale, ma anche economico, dal momento che i pellegrini spendono in media 50€ per ogni giorno di cammino. Il fenomeno è in crescita e anche se siamo distanti dai quasi 300.000 pellegrini che ogni anno raggiungono Santiago di Compostela, in alcune realtà del centro Italia, “Sentiero di Francesco” e “via Francigena” sopra tutte, i passaggi si contano in diverse migliaia all’anno con una crescita annuale superiore al 30%.

I percorsi ciclo/pedonali sono una sicura opportunità per il nostro territorio che dovrà saperli sfruttare con opere di complemento. Quello “lento” è solo apparentemente un turismo “low cost”, a ben vedere chi lo pratica è attento anche a cogliere l’offerta culturale (enogastronomia compresa) che gli viene proposta. Anche in questo caso però bisogna creare una rete di servizi dedicati, che va costruita ex novo nei suoi aspetti materiali e anche in quelli immateriali e per realizzare la quali bisognerà cambiare in maniera importante la mentalità con cui ci si approccia ai forestieri. Il rischio è quello di ritrovarsi tra qualche anno ad aver completamente sciupato l’occasione che questi due “attraversamenti” rappresentano.

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