Le Torri di Sant’Alosio a Castellania Coppi: storia medievale, panoramicità e recente valorizzazione comunale. Un patrimonio da scoprire tra i Colli Tortonesi.
Sospese tra cielo e collina, le Torri di Sant’Alosio dominano il paesaggio tortonese come sentinelle antiche, custodi di storie di feudi, potere vescovile e resistenza. Incastonate nella frazione omonima del comune di Castellania Coppi (AL), queste torri sono più che ruderi: sono testimoni vive di un passato profondamente radicato nel territorio, ma anche segno di una rinascita culturale e turistica.
Origini e funzione medievale
Le torri sorgono sulla cima di un cocuzzolo alto 505 metri sul livello del mare, in posizione strategica per dominare le valli Ossona e Grue da un lato, e quelle dei rii San Biagio e Castellania dall’altro.
Fin dal medioevo l’area era dotata di un fortilizio, probabilmente con edifici in legno e mura in pietra e roccia locale, usato per la difesa e per la comunicazione visiva con fortificazioni vicine come quelle di Bavantore e Sorli.
Documenti del 1391 attestano che gli abitanti del luogo erano tenuti a fare turni di guardia giorno e notte, a mantenere i fossati e a eseguire le opere di manutenzione del maniero.
Architettura e stato attuale
Delle strutture originali restano due torri a pianta quadrata (circa 4 metri per lato), costruite in pietra locale squadrata con tecniche e tipologia comune al Monferrato alessandrino.
Le torri risalgono con buona probabilità al XIII secolo, sebbene gran parte del castello circostante sia andato perduto o degradato nel tempo.
Nel 1948 furono abbassate (ridotte in altezza) per motivi di consolidamento, perdendo parte della loro altezza originaria (oltre 20 metri).
Rinascita, valorizzazione e proprietà comunale
Recentemente, con il decreto sul federalismo culturale, le Torri di Sant’Alosio sono state trasferite gratuitamente al Comune di Castellania Coppi. L’atto è stato firmato il 10 settembre 2024 tra l’Agenzia del Demanio (direzione regionale Piemonte e Valle d’Aosta) e il sindaco Giovanni Gugliada.
Lo scopo del trasferimento è tutelare un patrimonio di grande valore storico e paesaggistico, con vincoli ambientali e culturali, ma anche inserirlo in un sistema di attrattività turistica per il territorio.
Tra gli interventi previsti: creazione di una scalinata di accesso, consolidamento delle murature esistenti, pulizia e manutenzione dell’area circostante.
Il valore per il territorio e le prospettive future
Le torri non sono solo un monumento da ammirare: sono anche un punto panoramico, un’opportunità per escursioni, cammini e itinerari naturalistici nei Colli Tortonesi.
Possono diventare un tassello importante nel turismo culturale-enogastronomico della zona: non solo per la storia, ma anche per il contesto paesaggistico, le vigne, i borghi, le tradizioni.
Il coinvolgimento della comunità locale sarà essenziale: la valorizzazione richiede cura, manutenzione continua, segnaletica, sicurezza dei sentieri, fruibilità.
Conclusione
Le Torri di Sant’Alosio sono un simbolo: dello scorrere del tempo, della stratificazione storica, ma anche della forza di recupero di un territorio che vuole riscoprire le proprie radici. Oggi, con la loro restituzione al Comune, si apre una pagina nuova: non più solo rovine da contemplare, ma patrimonio da vivere, condividere e far conoscere.
Curiosità: le misteriose coppelle preistoriche
Dietro alle Torri di Sant’Alosio, su alcuni massi affioranti, sono visibili delle
coppelle, piccole cavità tonde scavate nella roccia dall’uomo
in epoca molto antica. Queste incisioni rupestri sono diffuse in molte zone
alpine e dell’Europa e rappresentano uno dei segni più enigmatici lasciati
dalle popolazioni preistoriche. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Le coppelle sono piccoli incavi emisferici realizzati martellando la superficie
della pietra e possono comparire isolate oppure raggruppate sulla stessa roccia.
In molti casi si trovano in luoghi panoramici o lungo antichi percorsi.
Il loro significato non è del tutto chiaro: alcuni studiosi le collegano a
riti religiosi o simbolici legati alla natura, altri pensano
potessero essere segni territoriali o elementi di antichi culti.
Foto delle coppelle di Sant’Alosio: Le radici degli alberi





