Il pesce d’aprile che abbiamo proposto quest’anno ha messo in evidenza aspettative e dura realtà con cui si devono scontrare i tortonesi.
Il Primo Aprile 2026 su Tortona Oggi è stato molto più di un semplice gioco. Quattro articoli pubblicati sul blog, accompagnati da altrettanti contenuti su Instagram, hanno dato vita a un esperimento interessante: non fake news, ma “pseudo-verità”.
Ogni notizia, infatti, partiva da un presupposto reale. Un modo per divertire i lettori, certo, ma anche per accendere una riflessione su Tortona, sulle sue potenzialità e su ciò che ancora manca per compiere un salto di qualità.
Netflix a Tortona: il sogno (quasi) possibile
Tra tutte, la notizia di una possibile serie Netflix ambientata in città è stata senza dubbio la più apprezzata.
Non è un caso. Alla base c’è un fatto concreto: la firma, anche quest’anno, del protocollo tra il Comune e la Film Commission Torino Piemonte. Un passaggio importante, ma non sufficiente.
Come molti lettori hanno fatto notare, Tortona oggi fatica a proporsi come set cinematografico. Il nodo è soprattutto urbano: un centro storico ancora troppo invaso dalle automobili, che ne limita fortemente l’attrattività visiva.
Se davvero si vuole ambire a ospitare produzioni audiovisive, il tema della vivibilità e della qualità dello spazio pubblico diventa centrale.
La passerella sullo Scrivia: un progetto che manca
Grande interesse anche per la “notizia” della passerella sullo Scrivia, pensata come collegamento tra il centro, il polo logistico e il Palazzetto dello Sport.
Anche qui, la realtà non è lontana dalla fantasia. La passerella era infatti prevista tra le opere di urbanizzazione legate alla Nuova Arena, un progetto poi finito nel limbo della burocrazia.
Eppure, proprio la sua assenza oggi pesa. È un vuoto che si sente e che, con il tempo, rischia di diventare sempre più evidente, simbolo di occasioni mancate e di una visione urbana ancora incompleta.
Timorasso e motori: aspettative deluse
Diverso, invece, il risultato per gli articoli legati al Timorasso e al mondo dei motori.
La notizia della sponsorizzazione del casco del pilota tortonese Alessandro Pier Guidi, legata al Derthona Timorasso, era stata pensata come uno dei contenuti più forti, tanto da essere pubblicata per prima, alle 8 del mattino.
Eppure, non ha performato come previsto.
Lo stesso vale per l’altro articolo, più creativo e volutamente “pop”, dedicato a un improbabile Timorasso in lattina. Due contenuti che, insieme, non hanno raggiunto nemmeno la metà dell’interesse suscitato dalle “pseudo”-notizie di maggior successo.
Le ragioni possono essere diverse. Da un lato, forse, un minore interesse generale verso il motorsport. Dall’altro, un dato che fa riflettere: il Timorasso, pur essendo un’eccellenza del territorio, fatica ancora a diventare un tema realmente coinvolgente per un pubblico più ampio.
Un grazie ai lettori (e uno sguardo al futuro)
Al di là dei numeri, l’esperimento ha funzionato.
I lettori hanno partecipato, commentato, condiviso. E soprattutto, il progetto ha portato nuovi follower su Instagram, segno di un interesse che va oltre il singolo contenuto.
Il Primo Aprile, così, si conferma non solo come momento di leggerezza, ma anche come occasione per raccontare il territorio in modo diverso, stimolando domande e visioni.
Con una speranza, nemmeno troppo nascosta: che almeno una di queste “pseudo-verità” possa presto trasformarsi in realtà.
cc
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