Quale eredità lascerà la International Six Days of Enduro (ISDE) sul nostro territorio? Parte seconda

Dopo aver parlato degli aspetti positivi della Sei Giorni di Enduro appena terminata, andiamo ad evidenziarne alcune criticità.

Mi è stato fatto notare che, riguardo al dibattito su chi è pro e chi è contro le moto da enduro sui nostri sentieri, finora ho dato più spazio ai “pro”, e forse è vero.

Corro subito ai ripari, pur rimanendo dell’idea che la maggioranza di noi nei confronti delle moto abbia un giudizio abbastanza “neutro“, me compreso. Non sono più motociclista da quando ho preso la patente per le auto ed oggi le moto mi lasciano abbastanza indifferente. Mi piace guidarle quando capita, ma giusto per provare qualcosa di diverso. In effetti sono mezzi “faticosi“, che credo che mi stuferebbero presto se dovessi guidarli con più frequenza.

Ad ogni modo mai dire mai, se qualche produttore o rivenditore di moto fosse interessato a darmene una in dotazione in cambio di articoli in cui racconto su codesto umile blog cosa ci faccio, potrei utilizzarla per esplorare il nostro territorio e magari mi ricrederei pure. Come si dice: l’appetito vien mangiando…

Scherzi a parte scendiamo nello specifico del tema di questo articolo. Finora ho pubblicato tre articoli di opinione sulla “questione moto“, chiamiamola così. Ho pubblicato anche altri contenuti, che tuttavia erano semplici comunicati stampa e articoli di cronaca su come seguire l’evento. A livello locale mi sono trovato ad  essere l’unico che ne ha parlato e non mi sono certo fatto sfuggire l’occasione di fare “scorpacciata di visite” da parte di chi ha seguito quello che nel bene e/o nel male è stato comunque un Grande Evento.

Dei tre articoli che andavano oltre alla semplice cronaca, uno era contrario, uno era favorevole e uno, l’articolo sui grandi Eventi, sostanzialmente neutro. A scriverlo ho dedicato molto tempo e devo dire che sono stato premiato. L’articolo sui Grandi Eventi è stato letto da un bel po’ di gente e di questo ringrazio tutti. A questi tre possiamo aggiungere un quarto articolo, quello su quanto proposto dal Moto Club Valli Tortonesi nella conferenza stampa tenuta in sala Romita per proporre un modo, anzi a ben vedere più di uno, per rendere sostenibile la pratica del motociclismo fuori strada sul nostro territorio. Se volete lo potete aggiungere agli articoli “pro“, comunque un po’ esula dal discorso ISDE 2020/2021. Per come la vedo io è semplicemente la proposta di una collaborazione che andrebbe a vantaggio di tutti.

Rimasto “organo dell’Evento”, ho iniziato il lavoro di documentazione del “post-gara“. La ritengo una pratica utile a vigilare su se e come i nostri sentieri siano stati lasciati in ordine. Questo devo riconoscere che c’è chi lo sta facendo più e meglio di me. Su Facebook ho intercettato la documentazione di parecchi sopralluoghi e altri mi sono stati segnalati. Come c’era da aspettarsi qualche danno è stato fatto, in alcuni casi anche in maniera molto grave. A questo si aggiunga che alcune operazioni di ripristino dei sentieri non sono ancora state fatte. Probabilmente questo ritardo è dovuto al fatto che le condizioni meteo di questi giorni che non sono favorevoli e non a negligenza degli organizzatori. Il clima è ancora troppo asciutto, deve piovere un po’ per rendere possibili gli interventi. Comunque è giusto dire le cose come stanno, qualche criticità è emersa. In particolar modo sono sembrati gravi i danni fatti su due tratti specifici del percorso: uno in un alveo di secondo livello di un torrente e un’altro (quello documentato nella foto di copertina di questo articolo, per la quale ringrazio Fausto Prato al quale l’ho brutalmente rubata 🙂 su un lastricato medievale.

Ho in programma qualche altro sopralluogo, in particolare una geologa di mia conoscenza si è detta disponibile a farne uno con me in almeno uno di questi due punti critici. Il fine è quello di cercare di capire più nel dettaglio cosa sia successo, avvalendosi degli occhi di chi se ne intende per davvero. Non faccio ancora il nome, tuttavia per chi un po’ conosce il nostro territorio non sarà difficile capire di chi si tratta.

Nel frattempo vi porto a conoscenza di un articolo comparso sul sito di Sentieri Vivi 4P in cui si analizza un po’ la situazione, anche attraverso gli occhi di un motociclista che a bordo di una moto da enduro “a gara appena conclusa, il 5 settembre, si  è avventurato su un tratto del percorso utilizzato dai concorrenti più volte” e ha commentato, un po’ sconcertato, la situazione. È un articolo molto di parte vi avviso, tuttavia merita di essere letto perché apre gli occhi. E poi parla anche di me, del mio sopralluogo a Ca’ Dell’Aglio fatto venerdì scorso. Un primo accenno di quello che vorrei fare se riuscirò a trovare il tempo e i modi.

Allo stato attuale, per la miseria che ho prodotto in questo senso, sono più che criticabile, me ne rendo conto. Perciò invito tutti coloro che siano a conoscenza di situazioni critiche lasciate dal post-gara di segnalarmele in maniera da facilitare il mio lavoro consentendomi di andare a colpo sicuro direttamente nei punti salienti. Su su commentate, o almeno segnalatemi qualche situazione di interesse con messaggio privato sulla pagina Facebook o attraverso il modulo contatti di codesto umile blog.

Vostro cc

Qui l’articolo: ISDE, un sentiero il giorno dopo: “E’ terribile”, parola di endurista e in calce il video di cui si parla nell’articolo.

 

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