Pensando ai colli tortonesi di domani

Questo Articolo è uscito sul numero de “l’inchiostro fresco” di Maggio 2016 con il titolo: “Pensando ai colli tortonesi di domani”




In questo numero speciale che la redazione de l’Inchiostro Fresco ha voluto dedicare ai colli tortonesi, colgo l’occasione per fare il punto della situazione sul lavoro delle Associazioni, soprattutto di quelle che hanno, a mio giudizio, sviluppato una proposta in grado di contrastare l’impoverimento economico e quindi anche sociale delle nostre valli con conseguente calo demografico e abbandono delle terre lavorate, che perdura ormai da più di un secolo soprattutto nei comuni montani e appenninici.

L’attività associativa del territorio tortonese è molto vivace. La Consulta delle Associazioni ne conta più di settanta che operano nei settori socio-assistenziale, civile e culturale. A queste si aggiungono le numerose società sportive.

Oggi prenderemo in considerazione l’operato di quelle organizzazioni che specificatamente si muovono per la salvaguardia del territorio, sviluppando progetti per il ripopolamento delle valli.

Pensando ai colli tortonesi di domani

Artinfiera è una associazione di artigiani con sede a San Sebastiano Curone, sugli alti colli tortonesi.

San Sebastiano Curone si è sviluppato su un economia legata al commercio e non all’agricoltura.
La rigenerazione urbana di SanSe, o San Bastià come la chiamano i suoi abitanti, dovrà dunque passare nuovamente dagli scambi, dalla comunicazione.

Le antiche botteghe abbandonate sono state recuperate nel progetto ArtinBorgo, nato con la finalità di creare un insediamento stabile di artigiani e di riqualificare il centro storico.
Gli interventi previsti non intendono alterare la struttura urbanistica del borgo ma migliorarne la fruibilità per i residenti e i turisti attraverso interventi di arredo urbano che denotino la vocazione artistico-culturale del paese.

L’apertura di botteghe artigiane, legate al territorio, si colloca nell’ambito dell’esigenza di recupero del “saper fare” e prevede anche una “formazione permanente” rivolta ai ragazzi delle scuole primarie del paese e del circondario. Altri corsi sono rivolti a chi vuole avvicinarsi al mondo dell’artigianato, o già ne fa parte e vuole specializzarsi e magari insediarsi come artigiano in una delle quindici botteghe ad oggi ristrutturate nel centro storico.
Per la fine del 2016 sarà pronto il Museo diffuso di Arti Applicate, un’esposizione permanente di opere di artigianato d’innovazione nell’edificio delle vecchie Poste di Piazza Roma e nelle botteghe del borgo.

L’Associazione Artinfiera gestisce anche l’Ufficio Turistico Territoriale, l’ufficio informazioni e accoglienza turistica dei colli tortonesi, che ha sede in piazza Roma a San Sebastiano Curone, eredità che le è rimasta da Expo Milano 2015, quando è stata incaricata di gestire lo stand di “Tortona e tortonese – Terre d’incontro” a Cascina Triulza.

Antico mercato di Volpedo è un mercato di vendita dal produttore al consumatore dei prodotti biologici della terra. Vi prendono parte i contadini dell’Associazione La strada del Sale, un’associazione di produttori attiva nel basso Piemonte dal 1989 per promuovere l’agricoltura biologica e autoregolamentarsi in mancanza di una normativa in materia.

L’Antico mercato di Volpedo si svolge ogni sabato mattina nella struttura storica del mercato della frutta, realizzato nel 1937 non distante dall’area del mulino che Giuseppe Pellizza dipinse nei suoi quadri. L’ultimo sabato del mese il mercato prosegue fino alle prime ore del pomeriggio e la piazza del mercato diventa un ristorante. Ogni mese viene proposto un menù con i prodotti di stagione come regolamentato dal provvedimento comunale originario dell’antico mercato della frutta.

Sposano il progetto di Antico mercato di Volpedo anche l’Associazione Pellizza da Volpedo, il Comune di Volpedo e le terre di Marca Obertenga, questo a sua volta un progetto per la valorizzazione dei territori a cavallo tra Liguria e Piemonte, un area culturalmente omogenea denominata anche Quattro Province.

L’Associazione Forestieri è costituita da un gruppo di persone che vivono sui colli tortonesi, ci sono nati o ci sono arrivati da adulti. Un gruppo eterogeneo di persone accumunate dall’amore per il posto in cui vivono e lavorano e dalla convinzione che, se più persone vivranno sui colli, il territorio sarà più curato e i paesi più pieni vita e le relazioni umane più ricche.

L’Associazione Forestieri offre una via più facile all’insediamento delle persone che da fuori vogliono venire a vivere sul nostro territorio facilitando la costruzione di una rete di relazioni umane, la scelta dell’abitazione e dando ogni tipo di supporto utile per potersi insediare come nuovo abitante.

Tutti possono contribuire a rivitalizzare la vita sui colli e a diminuire le filiere, soprattutto gli agricoltori, i boscaioli, i contadini e gli allevatori, senza i quali il territorio è destinato a dissesto idrogeologico, inondazioni, incendi e frane.

L’importanza della valorizzazione del territorio è molto chiara anche a Walter Massa, promotore del recupero del Timorasso-Derthona e oggi icona mediatica del team di vignaiuoli tortonesi che lo produce. L’impegno è quello di legare il Timorasso al suo territorio, come avviene per tutti i grandi vini, portando in questo modo la bandiera dei colli tortonesi nel mondo del vino e non solo.

Il Timorasso è stato recuperato anni fa dopo aver rischiato di sparire del tutto poiché non più coltivato, è un vitigno autoctono della provincia di Alessandria, a bacca bianca di qualità, coltivato essenzialmente nelle Valli Curone, Grue, Ossona e in Val Borbera, in un ‘area dove la vite trova un valido “habitat” grazie al terreno, al lungo soleggiamento e alla posizione al riparo dei venti. La sua produzione è assai limitata, ma di alta qualità. Il vino che se ne ricava, di buona struttura, è assai rinomato tra i buongustai; appartiene all’ultima generazione dei “bianchi” della provincia di Alessandria, nonostante le sue origini antiche.

Chiudo questo articolo segnalando, ultima ma non ultima, Isola tra i Monti, una iniziativa partita dal basso, in maniera condivisa. Di Isola tra i Monti fanno parte produttori agricoli, albergatori, ristoratori, associazioni, Comuni, giornalisti, blogger, studi di realizzazione video e prodotti informatici, oltre a molti appassionati che hanno conosciuto queste zone e se ne sono innamorati. Si propone come uno strumento per:

  • raccontare e valorizzare il lavoro di associazioni e semplici appassionati che hanno scoperto, studiato, conservato e degustato il patrimonio identitario e di biodiversità del nostro territorio;
  • rendere le risorse locali visibili e accessibili a viaggiatori di ogni parte del mondo;
  • dimostrare che il territorio può vivere dei suoi frutti: pittura, musica, arte, storia, archeologia, natura e gastronomia, in una parola della sua “identità”.

Isola tra i monti è una iniziativa che comprende tutte le altre e che punta alla creazione di un distretto turistico. A tal fine ha realizzato DoorwayTo Piemonte, la “app” turistica per smartphone che consentirà a chiunque di orientarsi in autonomia alla scoperta del nostro territorio e che è stata presentata a Volpedo il 24 aprile 2016 in occasione della seconda edizione di Isola tra i Monti.

Pensando ai colli tortonesi di domani

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