Anche da Tortona partirà “uno zaino solidale”

L’iniziativa a favore dei senzatetto genovesi promossa dai «Liberi Viandanti (Pellegrini senza tempo)» ha un centro di raccolta anche in Piemonte.



Uno zaino solidale

Con il cuore, l'iniziativa dei pellegrini genovesi per i senzatetto

È iniziata un po’ in sordina sabato scorso 26 gennaio l’iniziativa di alcuni Pellegrini genovesi rivolta ai senzatetto. I pellegrini sono abituati ad avere una zaino in spalla e ad alzarsi in un luogo e a dormire in un altro. Lo fanno per vocazione, per diletto, per sport, per spiritualità, perché costa poco e per mille altri motivi. I senzatetto lo fanno perché la vita gli ha chiuso la porta in faccia, può capitare a ciascuno di noi, non deve essere bello dormire a Gennaio su un pezzo di cartone.

L’appello

Più o meno con queste parole Gianluca Caviglia invitava altri pellegrini ad unirsi alla sua iniziativa “Zaino solidale“, un tour, un pellegrinaggio urbano un po’ particolare nel quale portare con se uno zaino capiente riempito di maglioni, di quello che ancora buono non si mette più. L’idea era quella di portare conforto e anche qualche bevanda calda, dolci, coperte… con discrezione.

La prima volta

Qualcuno si è presentato all’appuntamento, non in molti, ma con sporte e zaini pieni. È stata fin da subito Mariangela a prendere la guida del gruppo. Lei ha parecchio volontariato alle spalle e il suo vociare allegro ha rimbombato nelle cattedrali abbandonate del sabato sera. Come Ghostbusters i nostri pellegrini si sono messi alla ricerca chi “ha bisogno di aiutare loro ad aiutare“, hanno annusato l’aria e dopo qualche tentativo a vuoto hanno individuato un luogo, un vecchio complesso direzionale semi-abbandonato in cui è avvenuto un primo incontro: due giovani, sorridenti. Lei, accento toscano, ringraziava per ogni cosa, lui ha provato due o tre giacche, felice di poter cambiare pelle. Avevano anche voglia di parlare. È stato dato a loro tutto ciò che poteva essere utile. Avrebbero potuto essere dei figli, i nostri figli. Veniva voglia di rimboccare loro le coperte e di “difenderli da chi al mattino li prende a calci nonostante la divisa che indossa“, ma non si poteva fare di più. Sono stati lasciati alla loro vita, non prima di una stretta di mano. Il giro è proseguito con l’incontro di altre persone. Nessuno ha voluto nulla più di quello che realmente gli serve o che può trasportare, in questo mondo si divide e condivide tutto, non esiste accumulare. Il giro è durato in tutto qualche ora.

Riflessioni

Dopo l’esperienza Gianluca  riflette ad alta voce su facebook: “Abbiamo deciso di tornare, sinceramente mi sono rimasti impresse le storie di queste persone. Mi aspettavo una ritrosia, un atteggiamento di diffidenza, ho trovato sorrisi e persone pronte a raccontarsi. Tanta sincera umanità, gli impacciati eravamo noi, noi fortunati. Bene, ho raccolto le loro richieste: avevano bisogno non di cibo, quello forse tra strutture religiose e centri di prima accoglienza e il più facile da reperire. (Quello di cui più hanno bisogno è) Biancheria intima, calze, scarpe, pantaloni. Non sono un professionista del volontariato, la mia vita è fatta di lavoro e soffro le stesse difficoltà di tutti. Chi vuole venire con noi sarà il benvenuto, ognuno porterà il proprio fardello sulle spalle, se avete qualche cosa di quelle indicate potete lasciarlo in qualche esercizio commerciale, ma esclusivamente a Genova. Queste iniziativa potete ripeterla all’infinito in qualsiasi luogo del mondo. I poveri e bisognosi sono ovunque

La “colletta

Ancora dalle parole di Gianluca: “Quando sei in cammino, sembrerà semplicistico, ma la prima, forse seconda cosa che penso dopo la birretta a fine tappa è lavare le mutande. Bene sabato sera fra i senzatetto ho capito che le esigenze sono fatte di piccole cose. Biancheria pulita, e poco altro. Vorrei in piccola parte essere utile, il mondo non possiamo cambiarlo noi, ma anche solo migliorare un minuto di vita di una persona sarebbe tanta roba. Servono: mutande uomo, donna, reggiseni, salviette umidificate, cibi per cani, pantaloni uomo, donna, scarpe. Partiamo da qui, proviamoci. Facciamo gruppo. Chi ha dia. Basta veramente poco.

La seconda uscita, ancora in inverno

La prossima uscita sarà il 16 febbraio, appuntamento sotto all’orologio della stazione di Brignole, tradizionale luogo di appuntamento dei ragazzi genovesi. L’appello questa volta è più specifico, servono biancheria intima, calze, scarpe, pantaloni. Ognuno porta il suo zaino, chi vuole donare qualcosa ma non prenderà parte al pellegrinaggio può farlo. Qui il link all’evento facebook in cui potete mettervi in contatto con gli organizzatori: https://www.facebook.com/events/2074700785911556/

La risposta tortonese

Il legame tra Genova e Tortona è molto forte, il legame con i “Liberi viandanti (Pellegrini senza tempo)” ancora di più. Nelle grandi città il numero di senzatetto è sicuramente maggiore di quello di una cittadina di provincia. Per questo anche la “sezione tortonese” dei pellegrini senza tempo ha deciso di aggregarsi all’iniziativa genovese. Si inizierà così, poi si vedrà. Il 16 febbraio un gruppo di tortonesi, zaino in spalla, raggiungerà Genova per l’appuntamento a Brignole sotto l’orologio (h. 22.00). Chi vuole partecipare all’iniziativa, sia contribuendo a riempire gli zaini, sia aggregandosi al gruppo che si recherà di persona, in macchina o in treno è ancora da stabilire, non deve fare altro che mettersi in contatto con Laura Maini, su facebook oppure via whatsapp al numero: 371 361 3103.

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