Martedì 31 marzo si discuterà in Consiglio Comunale una variante al PRGC che consentirà l’insediamento di un ulteriore polo commerciale fuori dall’abitato urbano.
Il Comune di Tortona ha annunciato l’approvazione di una variante urbanistica che permetterà la nascita di un nuovo polo commerciale lungo la Strada Provinciale per Alessandria, nell’area tra Villa Giulia e l’ex mobilificio Rolandi, in una zona congestionata dal traffico durante le ore di punta.
Il progetto prevede anche il possibile trasferimento del supermercato Coop, oggi situato nel quartiere di San Bernardino, verso la nuova struttura. L’intervento punterebbe a creare spazi più ampi per la Grande Distribuzione Organizzata, ma suscita già domande su traffico, viabilità e futuro del commercio e dei quartieri cittadini.
Tra crescita e sostenibilità urbana
Negli ultimi anni il territorio tortonese ha visto un incremento delle attività legate alla logistica e alla grande distribuzione. Una crescita che ha portato molte criticità alle nostre strade, sempre più calcate da traffico pesante e ormai tutte bisognose di manutenzione, che però non viene fatta. Questo è evidente a chi dal centro città deve raggiungere l’autostrada. In questo contesto, l’arrivo di un nuovo centro commerciale solleva interrogativi: riuscirà la città a sostenere un carico aggiuntivo di traffico? E questo tipo di sviluppo è coerente con una visione urbana di lungo periodo?
Il futuro dei quartieri
Uno degli aspetti più delicati riguarda il possibile trasferimento di attività commerciali già presenti nel tessuto urbano. Il punto vendita della Coop, ad esempio, svolge un ruolo fondamentale per la qualità della vita dei residenti di San Bernardino. Spostarlo al di là di una strada ad alto scorrimento, seppur non distantissimo dalla sede attuale, potrebbe indebolire i servizi di prossimità, particolarmente importanti per anziani e persone con mobilità ridotta.
Un tema anche politico
Le trasformazioni urbane hanno inevitabilmente una dimensione politica. Le criticità legate al traffico e ai servizi possono diventare terreno di confronto tra le forze politiche, talvolta persino strumenti per trarre vantaggio elettorale dal malcontento cittadino. Per questo, una visione lungimirante dovrebbe puntare a prevenire i problemi, più che a rincorrerli. Che ne sarà dell’isolato della Coop quando sarà abbandonato? Diventerà un luogo di spaccio? Di bivacco?
Quale modello di città?
La vera domanda resta: che tipo di città vuole diventare Tortona? Una città sempre più orientata verso poli commerciali e logistica, oppure un centro capace di valorizzare quartieri, servizi di prossimità e qualità della vita? Il dibattito è aperto e riguarda tutti: amministratori, imprese e cittadini.




