Ospedale di Acqui, la FP CGIL chiede chiarezza sull’integrazione con l’IRCCS di Alessandria

A pochi mesi dalla scadenza fissata dalla Regione Piemonte per completare il trasferimento della gestione dell’ospedale di Acqui Terme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, la FP CGIL torna a chiedere chiarezza sul futuro del presidio “Monsignor Giovanni Galliano”.

Il sindacato esprime preoccupazione per quello che definisce uno «stallo» del percorso e chiede alla Regione, all’Assessorato alla Sanità, all’ASL AL e all’AOU di Alessandria di rendere pubblici tempi, modalità e conseguenze dell’operazione.

Il trasferimento entro il 31 dicembre 2026

Il trasferimento della gestione amministrativa e sanitaria dell’ospedale di Acqui Terme dall’ASL AL all’AOU di Alessandria è previsto dal Piano socio-sanitario regionale 2025-2030, approvato dal Consiglio regionale nel dicembre 2025.

Il documento indica il 31 dicembre 2026 come termine entro il quale dovranno essere completate le procedure necessarie al trasferimento. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il collegamento del presidio acquese con l’Azienda ospedaliera alessandrina, garantendo continuità e adeguatezza dell’offerta sanitaria e percorsi diagnostico-terapeutici integrati.

Si tratta quindi di un percorso già formalmente inserito nella programmazione sanitaria regionale e non di una semplice ipotesi.

La FP CGIL: «Serve chiarezza»

La FP CGIL Alessandria sostiene però che, a fronte della scadenza ormai vicina, non siano ancora sufficientemente chiare le modalità concrete dell’operazione.

Nel comunicato diffuso dal sindacato, la preoccupazione riguarda in particolare le ricadute sul personale, sull’organizzazione del lavoro e sui servizi garantiti dal presidio.

La richiesta è quindi quella di conoscere gli «intendimenti economici, normativi e occupazionali» necessari a portare a termine il trasferimento, con particolare attenzione alla sostenibilità finanziaria dell’operazione e alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

Una richiesta analoga era stata avanzata dalla stessa FP CGIL già ad agosto, quando aveva chiesto alle direzioni dell’ASL AL e dell’AOU di Alessandria l’apertura di un confronto preventivo con le rappresentanze dei lavoratori.

Il nodo dell’IRCCS di Alessandria

Nel frattempo, il quadro istituzionale dell’ospedale di Alessandria è cambiato. Il 10 giugno 2026 il ministro della Salute ha firmato il decreto con cui l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” è stata riconosciuta come IRCCS pubblico nell’area tematica “cardiologia-pneumologia”. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1° luglio.

Il provvedimento ministeriale, tuttavia, riguarda l’AOU di Alessandria. Non contiene uno specifico riconoscimento dell’ospedale di Acqui Terme come IRCCS.

È proprio questo uno degli elementi sui quali la FP CGIL chiede chiarimenti, interrogandosi sulle modalità con cui l’integrazione del presidio acquese potrà essere realizzata nel nuovo assetto.

Quale futuro per il Galliano?

La questione non riguarda soltanto gli aspetti amministrativi. Sullo sfondo c’è il futuro dell’offerta sanitaria di Acqui Terme e il ruolo che il presidio dovrà svolgere all’interno della rete provinciale.

Il Piano socio-sanitario regionale parla di continuità e adeguatezza dell’offerta sanitaria, di adeguamento tecnologico e strutturale e di collegamento funzionale e gestionale con l’AOU di Alessandria. L’obiettivo indicato dalla Regione è anche quello di garantire percorsi integrati, in particolare per le patologie tempo-dipendenti, e di tutelare il diritto alla salute della popolazione del territorio acquese.

Nel dibattito locale è stata inoltre avanzata l’idea di valorizzare il presidio attraverso un polo dedicato alla riabilitazione, alla diagnostica e alla ricerca, in sinergia con l’AOU e con l’IRCCS di Alessandria.

Il tempo stringe

Per la FP CGIL, dunque, il tema centrale è arrivare alla scadenza del 31 dicembre con un quadro definito e condiviso.

Il sindacato chiede alla Regione e alle direzioni sanitarie di spiegare quali siano i passaggi ancora da compiere, quali risorse siano disponibili e quali garanzie vengano previste per lavoratori e cittadini.

«Il tempo stringe», sottolinea la FP CGIL, annunciando che, in assenza di risposte concrete, saranno valutate forme di mobilitazione insieme alla comunità locale.

Il futuro dell’ospedale di Acqui Terme entra così in una fase decisiva. Nei prossimi mesi sarà importante capire non soltanto quando avverrà il trasferimento della gestione, ma soprattutto con quali risorse, quali servizi e quale ruolo per il Galliano nella nuova rete sanitaria provinciale.

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