Montagna: ritardi e tagli governativi indeboliscono le aree interne

Il Partito Democratico denuncia ritardi nell’assegnazione delle risorse per le aree montane e segnala una possibile riduzione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

Torna al centro del dibattito la questione delle risorse destinate ai territori montani. In una nota diffusa il 9 giugno, il Partito Democratico piemontese richiama l’attenzione sia sulle contestazioni relative alla nuova classificazione dei Comuni montani sia sui ritardi nell’assegnazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT).

Secondo quanto riportato nella nota, le proteste di numerosi amministratori locali non si sarebbero mai fermate dopo l’introduzione della nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla normativa nazionale. Diverse amministrazioni ritengono infatti che alcuni Comuni siano stati esclusi dai benefici e dalle agevolazioni riconosciuti alle aree montane.

A queste criticità si aggiunge la questione dei finanziamenti, le Regioni non avrebbero ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sul riparto delle risorse del FOSMIT per il 2025, nonostante l’anno sia già a metà del suo percorso.

Nella nota viene inoltre richiamata la posizione dell’UNCEM, l’Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani, l’associazione che rappresenta gli enti locali delle aree montane italiane. Secondo l’associazione, l’incertezza sulle risorse rischia di rallentare la programmazione degli interventi e la pubblicazione di bandi destinati ai territori interessati.

Le preoccupazioni riguardano anche il prossimo anno. Sempre secondo quanto riportato nella nota, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane potrebbe subire una significativa riduzione delle risorse nel 2026, scendendo sotto gli 80 milioni di euro a livello nazionale.

Una prospettiva che coinvolgerebbe numerosi territori piemontesi, dalle vallate alpine alle aree appenniniche dell’Alessandrino e dell’Astigiano, dove le amministrazioni locali fanno spesso affidamento sui fondi dedicati alla montagna per sostenere servizi, infrastrutture e interventi di tutela del territorio.

I consiglieri regionali del Partito Democratico Mauro Calderoni, Fabio Isnardi, Domenico Ravetti ed Emanuela Verzella chiedono al Governo di procedere rapidamente all’assegnazione delle risorse per il 2025, di garantire finanziamenti adeguati per gli anni successivi e di rivedere gli effetti della nuova classificazione dei Comuni montani.

La vicenda si inserisce nel più ampio confronto sulle politiche per le aree interne e montane, una realtà che in Piemonte interessa centinaia di Comuni e rappresenta una componente importante del patrimonio ambientale, sociale ed economico regionale.

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