Tortona e il Luna Park, una storia lunga 75 anni

Il Luna Park della Festa di Santa Croce celebra 75 anni a Tortona. Consegnata una targa al Comune e confermata la tradizionale mattinata gratuita dedicata ai ragazzi con disabilità.

Il Luna Park della Festa di Santa Croce compie 75 anni e continua a rappresentare uno degli appuntamenti più amati dai tortonesi. Un traguardo importante, celebrato mercoledì scorso in piazza Allende, dove giostrai, istituzioni e cittadini hanno ricordato una storia fatta di divertimento, tradizione e legame con il territorio.

Dal primo allestimento del 1951, il Luna Park è diventato molto più di un semplice spazio dedicato alle attrazioni: è un luogo della memoria collettiva, capace di accompagnare intere generazioni di famiglie tortonesi durante i giorni della Festa di Santa Croce.

Una targa per celebrare 75 anni di collaborazione

In occasione dell’anniversario, gli organizzatori e i gestori delle giostre hanno voluto omaggiare il Comune di Tortona con una targa di ringraziamento per la collaborazione costruita negli anni.

La consegna è avvenuta alla presenza del Sindaco Federico Chiodi, degli Assessori Anna Sgheiz e Giordana Tramarin, oltre al Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Ferrari Cuniolo. A rappresentare gli operatori del Luna Park è stato Vittorio Picci, che ha consegnato simbolicamente la targa anche a nome dei colleghi.

Un gesto semplice ma significativo, che testimonia il forte rapporto costruito nel tempo tra gli operatori dello spettacolo viaggiante e la città di Tortona.

La mattinata dedicata ai ragazzi con disabilità

Anche quest’anno uno dei momenti più belli e significativi della manifestazione è stato confermato: la tradizionale apertura gratuita delle giostre dedicata ai giovani con disabilità delle scuole cittadine e delle associazioni del territorio.

Una mattinata speciale, offerta ogni anno dagli operatori del Luna Park, che permette a tanti ragazzi di vivere un’esperienza di festa, leggerezza e condivisione in un ambiente accogliente e inclusivo.

Un’iniziativa che negli anni è diventata parte integrante della Festa di Santa Croce e che racconta il volto più umano di una tradizione capace non solo di divertire, ma anche di creare comunità.

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