È tornata a Garbagna la statua della Beata Vergine del Rosario

Esposta a Genova per la mostra “Anton Maria Maragliano 1664 – 1739” è adesso nel suo altare omonimo nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni.



La Statua della Beata Vergine del Rosario

La statua lignea della Beata Vergine del Rosario di Garbagna

Dopo il Crocifisso dell’altare maggiore della Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Castelnuovo Scrivia, è ritornata a Garbagna la statua della Madonna del Rosario o della Beata Vergine del Rosario, anch’essa esposta a Genova dal 10 novembre 2018 al 10 marzo 2019 in occasione della mostra “Anton Maria Maragliano 1664 – 1739“.

La statua, in legno, di pregevole fattura, è attribuita al Maragliano e fu acquistata nel 1740 ed era di pertinenza del Santuario della Madonna del Lago. Nel 1746 fu costruita in gesso e mattoni una statua della stessa Madonna e posizionata nella medesima nicchia ma tale opera venne tolta nel 1925 da don Stringa e al suo posto fu collocata l’attuale statua in legno, mentre la statua del Maragliano fu spostata nella chiesa parrocchiale di San Giovanni.

L’altare della Madonna del Rosario

“L’altare è istituito nella vecchia Parrocchiale dalla Compagnia del Rosario nel 1630 e ha mantenuto la stessa dedicazione e figura e ancora nel inventario del 1813 era del Patronato della detta Compagnia. Nel 1911 viene chiesto di sostituire l’altare con uno in marmo ma non fu fatto niente.
Nel 1746 l’altare è arredato con la statua della Madonna del Rosario realizzata in gesso, con base in mattoni, che viene rimossa nel 1928 per posizionarvi la Madonna in legno, opera attribuita a Anton Giulio Maragliano. L’attribuzione sembra attendibile; gli angeli facenti parte della gruppo della “Madonna” sembrano esecuzioni giovanili del Maragliano nel suo primo periodo di attività.”

La statua della Beata Vergine del Rosario è stata recentemente restaurata nell’atelier milanese della restauratrice Sonia Bozzini.

L’altare della Madonna del Carmine

Esisteva nella Chiesa Parrocchiale anche l’altare della Madonna del Carmine, che era una Cappellania ed era di proprietà dei nobili Gatti del Castello. Il prete addetto a tale altare aveva il compito di riscuotere gli affitti dei vari lasciti e celebrarvi la messa ogni giorno. Davanti all’altare esisteva una pietra in arenaria locale che serviva come coperchio alla tomba dei Gatti che avevano il diritto di essere sepolti in Chiesa.

Ringrazio Nadia Fantone, admin del gruppo GARBAGNA racconta…….., per avermi aiutato nella compilazione di questo articolo. Parte delle informazioni che qui trovate sono state ricavate da: Villa Massimo, Garbagna, la Parrocchiale, Novi Ligure, Edizioni dell’Orso, 1986.



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