Secondo confronto diretto tra i Candidati a Sindaco di Tortona

Ospiti di Radio PNR, i cinque candidati si sono riuniti tutti insieme. L’incontro è avvenuto a tre settimane esatte da quello avuto con Confcommercio.

È sicuramente Stefano Brocchetti, lo speaker di Radio PNR il primo vincitore di questa tornata elettorale. Ha seguito la campagna elettorale fin da subito, da quando Francesco Alfieri, per Confcommercio Tortona ha incontrato per la prima volta i 5 candidati a sindaco di Tortona per le Comunali 2024 e l’ha di fatto chiusa martedì sera, incontrando tutti e cinque i candidati sindaco in una lunghissima diretta radiofonica.

Potete ascoltare vedere il video registrato da Sabrina Prato durante l’incontro con Confcommercio e ascoltare l’incontro avvenuto in Radio PNR al seguente link: https://soundcloud.com/radio-pnr/il-dibattito-tra-i-5-candidati-sindaco-per-tortona-2024.

Se volete seguire il video anche dell’incontro in Radio PNR può farlo ai seguenti due link. PRIMA PARTESECONDA PARTE

Con un simpatico gioco su chi indovinava il titolo delle canzoni “a tema” con ogni domanda si è stabilita una sorta di rotazione sui turni di risposta di ogni candidato.

In questo articolo riporto le risposte alle prime quattro domande, fermandomi a circa un’ora di trasmissione. Di fatto lascio il lavoro a metà, ma non potrei fare diversamente, dato che domani non posso occuparmi della questione a causa di altri impegni e venerdì finisce la campagna elettorale.

Senza nulla togliere ai temi sociali, culturali e ambientali, pur molto importanti, discussi nella seconda parte dell’incontro, mi limito al resoconto delle domande “principali” che riguardano le tematiche legate allo sviluppo urbanistico, economico e demografico della nostra città.

Prima domanda quella sul decoro urbano, la vivibilità, la fruibilità, la bellezza, la manutenzione e la pulizia del territorio: “Come migliorereste la città nel suo aspetto e anche nella sua accessibilità per chi la vive e chi la visita?

Per Checco Galanzino una delle priorità è la lotta all’abbandono dei rifiuti, che considera una vera e propria piaga, anche perché “sullo sporco si sporca“. Poi l’adozione del protocollo Slala per utilizzare asfalti che respingano il calore, non si surriscaldino e, contemporaneamente, resistano meglio alle gelate invernali. È poi il cavallo di battaglia su questo tema: rendere Tortona una città ciclabile e promuovere l’utilizzo di questo mezzo di trasporto attraverso il Bike to Work. Questo avrebbe una ricaduta positiva anche sull’incremento del turismo, dal momento che le città amiche delle biciclette sono attrattive per i turisti.

Per Stefanella Ravazzi una città vivibile è una città inclusiva. Per rendere vivibile Tortona è fondamentale l’attenzione per la cultura, consolidando in maniera stabile e non solo estemporanea gli eventi culturali in senso lato. Per quanto riguarda i rifiuti l’impegno deve andare nella direzione di ridurli, potenzialmente a zero.

Alberto Balossino si ricollega al ragionamento di Checco Galanzino: il bello porta il bello, il brutto porta il brutto. Tortona ha necessità di interventi sulla manutenzione ordinaria, soprattutto per quello che riguarda il verde (frecciatina ad un certo modo di potare le piante? NdA). È comunque necessario rendere accessibili tutte le zone di Tortona a tutti. A tutte le fasce di popolazione in termini di età e anche di disabilità. Ad esempio in Stazione i binari non consentono un facile accesso a tutti. Per quanto riguarda il tema dei rifiuti una revisione della Raccolta Differenziata che premi i comportamenti virtuosi e, allo stesso tempo, punisca chi commette quello che a tutti gli effetti è un reato: l’abbandono dei rifiuti. La manutenzione delle strade può diventare più efficiente con l’Unione di Comuni.

Gianfranco Agosti si trova d’accordo su molte delle cose dette e aggiunge un elemento: il risultato raggiunto nel decoro e nella manutenzione del territorio può raggiungere un risultato più elevato se si fa partecipare la popolazione, sia quella privata che le imprese. Ognuno può fare la sua parte. Il centro storico andrebbe rigenerato intervenendo su due aspetti: aumentare il verde pubblico e utilizzare i nuovi materiali di pavimentazione, che con un costo ridotto garantiscono risultati migliori. Sono materiali la cui sperimentazione avviene al Parco Scientifico Tecnologico di Rivalta Scrivia e quindi sul territorio comunale di Tortona.

Il sindaco Federico Chiodi avverte che per fare questi lavori occorrono fondi. Fondi che tuttavia dichiara di avere a disposizione perché non sono stati spesi. Il Comune di Tortona ha un avanzo di cassa che basterà per tre esercizi. Poi si mette a parlare di cifre. Il Comune di Tortona paga svariate decine di migliaia di euro extra a Gestione Ambiente per la pulizia delle aree comuni come quella del mercato e il recupero degli abbandoni. Ci sono i soldi anche per mettere più fototrappole per individuare le persone che infrangono le regole. Sulle strade è stato fatto molto recentemente (come ogni volta che ci sono le elezioni, del resto NdA). Sono stati spesi 3 milioni di euro. Per sistemare tutte le strade di Tortona servirebbero tra i 9 e gli 11 milioni di euro. Il Comune ha reperito le risorse per le grandi opere, sa come fare per reperire i soldi anche per la manutenzione delle strade.

Seconda domanda quella che riguarda la mobilità. “Quali misure, quali modifiche alla mobilità cittadina avete in mente e quale sarà l’importanza di avere grandi infrastrutture che collegano la città con gli altri territori”.

Stefanella Ravazzi si dichiara contro le grandi opere che distruggono il territorio. Per quanto riguarda la via Emilia è consapevole del fatto che, come area pedonale, sia fin troppo frequentata dalle auto ed è certa che non ci siano i giusti controlli. Dichiara l’intenzione di aumentare gli stalli “bianchi” e quindi non a pagamento per favorire gli acquisti nei negozi. Non si rende conto che nel “pezzettino di via Emilia davanti al teatro” ci passano tutti perché uno dei primi provvedimenti della Giunta Chiodi appena insediata è stato quello di togliere l’area pedonale esistente e di riaprirlo al traffico.

Checco Galanzino su questo punto ha le idee chiare e segnala quattro aspetti su cui agirà la lista civica Vota Derthona: recupero totale del parcheggio Passalacqua, oggi ampiamente sottoutilizzato. Istituzione di una navetta che dovrà collegare tutta la città, fino al parco del Castello. Completamento delle circonvallazioni. Sistemazione dei parcheggi per i camionisti a completamento e a ridosso delle infrastrutture logistiche di recente costruzione.

Federico Chiodi afferma che la mobilità sostenibile sia un punto importante per il programma della Giunta in carica e che si sia investito per questo abbia pensato ad una navetta per trasportare i lavoratori verso le aree logistiche e i residenti verso l’abitato di Rivalta Scrivia. Il parcheggio Passalacqua deve diventare l’hub di smistamento con la linea che unisce il quartiere Oasi con il quartiere San Berdardino. È d’accordo con la necessità di non tenere inutilizzato il parcheggio Passalacqua e segnala un accordo in essere con ASMT a tal fine. Vuole tranquillizzare sul fatto che, unico tra i candidati sindaci, non sia favorevole alla via Emilia pedonale poiché sono stati già spesi tanti soldi per mettere dei varchi elettronici. I parcheggi per i camion sono previsti nell’area della Liebig grazie ad una iniziativa privata.

Gianfranco Agosti torna a parlare della sua idea di boulevard per Corso Romita e Corso Repubblica, che svolgono di fatto la stessa funzione e sono ben collegate tra di loro. Oggi sono entrambe a doppio senso, ma potrebbero essere rese a senso unico senza arrecare disagi alla circolazione. Questo provvedimento consentirebbe di ricavare superficie da dedicare ai parcheggi a ridosso del centro e alla viabilità pedonale e ciclistica. Per quanto riguarda la viabilità esterna ritiene necessario completare la circonvallazione tra il casello autostradale e il polo logistico di Rivalta, liberando le strade della frazione dal traffico pesante e, magari, realizzando la passerella ciclopedonale che colleghi la frazione oltre Scrivia al capoluogo.

Alberto Balossino si dice contento che in molti ritengano il parcheggio Passalacqua un punto nevralgico. Secondo la lista Progetto Tortona il Parcheggio passalacqua deve diventare il riferimento centrale del trasporto pubblico, della mobilità sostenibile e quindi delle piste ciclabili e anche punto di arrivo per chi raggiunge la nostra città in auto. A tal fine dovrà essere indicato con segnaletica luminosa in tutti i punti di accesso alla città. Per quanto riguarda l’area pedonale si dichiara favorevole ad una graduale espansione portando gli eventi nelle piazze, in maniera da lasciare le vie libere e non intralciare l’attività dei negozi durante le manifestazioni. Considera di sperimentare di portare all’interno delle piazze anche il mercato. Riguardo alle grandi infrastrutture, al fine di non lasciare cattedrali nel deserto intende completare quanto fin’ora è stato progettato e non terminato.

Terza domanda sulla demografia. Come evitare che la città di Tortona si spopoli e come evitare che un calo demografico incida sulla qualità dei servizi.

Checco Galanzino ricorda che le persone sono disposte a trasferirsi dalle grandi città purché il luogo in cui vanno ad abitare dia la possibilità di curarsi e abbia scuole qualificate, quindi è su questi aspetti che occorre intervenire. In questa direzione, la Comunità Energetica Rinnovabile proposta renderebbe attrattiva Tortona proprio perché avrebbe un costo delle bollette ridotto fino ad un terzo.

Stefanella Ravazzi si dichiara favorevole ad una sanità e ad una scuola pubblica, senza l’intervento dei privati. Questo per garantire un’accoglienza nei confronti di tutti senza nessuna esclusione. Importante anche il rafforzamento degli Asili Nido.

Alberto Balossino, che ha vissuto per sei anni in Lussemburgo, sa quali sono gli standard del Nord Europa. Tortona è ancora molto distante da questo risultato, tanto da non essere neanche a norma con i parametri minimi indicat dalla Comunità Europea.

Gianfranco Agosti ritiene che i punti su cui agire sono la formazione, il lavoro e la casa. Ritiene possibile per Tortona diventare sede di un Istituto Tecnico Superiore, un tratto mancante tra scuola superiore e Università.

Federico Chiodi ritiene i dati tortonesi rassicuranti. I nuovi indirizzi di logistica dell’Istituto Marconi e l’indirizzo Biomedico al Liceo Peano sono scuole di eccellenza. I nuovi collegamenti con le grandi città ci rendono più facili da raggiungere con la possibilità di offrire affitti più bassi.

Quarto Punto, domanda sul futuro. Come si può costruire uno sviluppo economico dinamico senza subire abbandono della città o pendolarismo?

Per Stefanella Ravazzi è necessario investire in cultura.

Alberto Balossino ricorda come il nostro sia un territorio agricolo. Quello che manca è un Istituto Superiore Agrario, che a Voghera, ad esempio, c’è. Col Covid c’è stato un cambiamento nella modalità del lavoro, che è oggi meno legato ad un luogo fisico e si può svolgere a distanza. Per attrarre le persone a venire a lavorare in Smart working a Tortona occorre quindi che la città di Tortona sia molto bella.

Gianfranco Agosti punta sulla collaborazione col Parco Scientifico Tecnologico.

Federico Chiodi non ritiene che sia compito della politica indirizzare qual è l’indirizzo economico da perseguire. Per lui la politica deve saper cogliere le opportunità quando passano, ma non è in grado di crearle.

Checco Galanzino Il mio mestiere è guardare nel futuro. Nel 2050 l’energia sarà prodotta in una maniera completamente diverse da come avviene oggi. I punti chiave su cui bisogna farsi trovare pronti sono l’energia, la sostenibilità e la ricerca scientifica.

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