Nuovo Codice della strada, le cinque proposte della FIAB per una mobilità più sicura

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha presentato cinque proposte per modificare il nuovo Codice della strada. Al centro delle richieste, la sicurezza degli utenti vulnerabili, le infrastrutture ciclabili e la tutela della salute.

Il nuovo Codice della strada, che dovrà essere approvato entro febbraio 2027, è al centro delle osservazioni della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). Durante la consultazione promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’associazione ha presentato cinque proposte di modifica: quattro riguardano direttamente la circolazione delle biciclette, mentre la quinta interviene sui principi generali che dovrebbero orientare la normativa.

La FIAB critica innanzitutto il metodo seguito per elaborare il testo. Secondo la Federazione, la riscrittura del Codice avrebbe dovuto coinvolgere maggiormente le organizzazioni interessate e tenere conto delle esperienze europee più avanzate in materia di sicurezza stradale. La consultazione ministeriale, svolta tra luglio e settembre, ha permesso di presentare osservazioni sulle bozze, ma non ha sostituito, secondo l’associazione, un confronto preventivo sulle scelte fondamentali della riforma.

Le cinque proposte della FIAB

1. Superare l’obbligo di procedere sempre vicino al margine destro. La FIAB propone di modificare la regola che impone ai ciclisti di tenersi il più possibile a destra. In quel tratto di carreggiata possono infatti trovarsi tombini, buche, detriti e altri ostacoli; inoltre, le auto parcheggiate possono rappresentare un pericolo quando vengono aperte improvvisamente le portiere. La possibilità di mantenere una posizione più sicura sulla strada consentirebbe ai ciclisti di evitare questi rischi senza essere penalizzati.

2. Rendere preferenziale, e non obbligatorio, l’utilizzo delle infrastrutture ciclabili. Secondo la FIAB, piste e corsie ciclabili non sono sempre in condizioni adeguate: possono essere dissestate, tortuose o poco funzionali rispetto alla destinazione da raggiungere. Per questo l’associazione propone di raccomandarne l’utilizzo senza imporlo in ogni circostanza. Chiede inoltre di eliminare l’obbligo di condurre la bicicletta a mano in presenza di pedoni, mantenendo il dovere di dare loro la precedenza, e di rivedere le disposizioni relative agli attraversamenti.

3. Garantire sorpassi più sicuri, anche quando la strada è stretta. La Federazione chiede che sia sempre esplicitato l’obbligo di mantenere una distanza laterale di almeno 1,5 metri quando si sorpassa una bicicletta. Propone inoltre di vietare il sorpasso di un ciclista quando il veicolo che lo supera intende svoltare a destra subito dopo, in corrispondenza o in prossimità di un’intersezione: una manovra che può tagliare la strada a chi procede in bicicletta. La FIAB chiede anche di consentire, in condizioni di sicurezza, il sorpasso di veicoli particolarmente lenti, come le biciclette, anche oltrepassando la linea continua di mezzeria. Non si tratterebbe di autorizzare sorpassi indiscriminati, ma di permettere la manovra quando le condizioni della strada e la visibilità la rendono sicura.

4. Rendere più flessibile la progettazione delle corsie ciclabili. La FIAB propone di consentire la realizzazione delle corsie ciclabili non soltanto sul margine destro della carreggiata, ma anche in posizione intermedia. Questa possibilità potrebbe essere utile, per esempio, in prossimità di incroci con più corsie destinate alla svolta, dove una corsia ciclabile collocata a destra potrebbe non essere la soluzione più funzionale. L’associazione chiede inoltre di eliminare la condizione secondo cui una corsia ciclabile può essere realizzata soltanto quando non è possibile costruire una pista ciclabile separata: a suo giudizio, questa formulazione genera incertezze interpretative e può ostacolare interventi più semplici e meno costosi. Tra le proposte figura anche l’introduzione delle definizioni di attraversamento pedonale e ciclabile e di zona di incontro, già utilizzata in diversi Paesi europei.

5. Mettere la tutela della vita e della salute al centro del Codice. La quinta proposta riguarda i principi generali della normativa. Per la FIAB, sicurezza stradale, tutela della salute e protezione dell’ambiente devono essere riconosciute come finalità prioritarie. La libera circolazione resta un diritto fondamentale, ma non dovrebbe essere posta sullo stesso piano della prevenzione delle morti e dei feriti gravi. Il Codice dovrebbe orientare le decisioni pubbliche verso la riduzione degli incidenti, una maggiore accessibilità, un uso più equo dello spazio stradale e la diminuzione dei costi sociali e ambientali del traffico.

Le altre richieste: formazione, velocità e biciclette speciali

Accanto alle cinque proposte principali, la FIAB ha segnalato ulteriori aspetti da correggere. Chiede che gli automobilisti siano tenuti a considerare le possibili deviazioni improvvise dei ciclisti, per esempio quando devono evitare una buca, e propone di consentire la circolazione affiancata di due biciclette anche fuori dai centri abitati, come avviene in altri Paesi europei, dove anzi, la circolazione affiancata è considerata un elemento in più per la sicurezza dei ciclisti.

La Federazione sollecita inoltre una maggiore attenzione agli utenti vulnerabili nella formazione per il conseguimento della patente. Le prove teoriche e pratiche dovrebbero comprendere la conoscenza dei rischi legati agli angoli ciechi, il rispetto delle distanze di sicurezza e i comportamenti da adottare in presenza di pedoni e ciclisti.

Un altro punto riguarda la velocità: rispettare il limite previsto per una strada non significa necessariamente viaggiare in sicurezza. In prossimità degli attraversamenti e durante il passaggio accanto a pedoni, persone con disabilità, biciclette e animali, la velocità deve essere adeguata alle condizioni concrete, per ridurre il rischio di collisioni con conseguenze gravi.

Infine, la FIAB propone di rivedere l’esclusione delle biciclette a tre e quattro ruote dalle corsie ciclabili più strette. La disposizione potrebbe penalizzare anche alcune biciclette cargo utilizzate per trasportare bambini o merci, nonostante le loro dimensioni possano essere compatibili con la larghezza disponibile.

Quale idea di mobilità per il futuro?

Le osservazioni della FIAB delineano una visione nella quale la sicurezza non dipende soltanto dal rispetto formale delle regole, ma anche da come vengono progettate le strade, organizzati gli spazi e formati i conducenti. Il principio è che chi utilizza un mezzo potenzialmente più pericoloso per gli altri debba prestare particolare attenzione agli utenti più esposti.

Il nuovo Codice della strada rappresenta quindi un’occasione per decidere quale equilibrio costruire tra libertà di circolazione, efficienza del traffico, tutela della salute e sostenibilità ambientale. La posizione della Federazione è chiara: una mobilità più sicura richiede norme comprensibili, infrastrutture adeguate e una responsabilità condivisa, senza scaricare sui ciclisti le conseguenze dei limiti della rete stradale.

Le proposte presentate sono richieste di modifica avanzate dalla FIAB durante la consultazione ministeriale: non vanno quindi confuse con disposizioni già approvate. Sarà l’iter di elaborazione e approvazione del nuovo Codice a stabilire quali indicazioni verranno recepite nel testo definitivo.

Fonte: FIAB Italia.

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