Giro d’Italia 2027, il Piemonte resta a guardare

La 110ª edizione della Corsa Rosa è stata presentata oggi a Roma. Partenza da Trieste e arrivo nella Capitale, ma il percorso lascia completamente fuori il Piemonte. Non accadeva dal 2008.

Il Giro d’Italia è una delle manifestazioni sportive più importanti del nostro Paese. Una corsa che, oltre allo spettacolo agonistico, rappresenta una straordinaria occasione di promozione turistica, culturale ed economica per i territori attraversati. Nel 2027, però, il Piemonte resterà a guardare.

Il percorso della 110ª edizione della Corsa Rosa, presentato oggi, martedì 3 novembre, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, non contempla infatti alcuna tappa nella nostra regione. E non è previsto nemmeno un semplice passaggio della carovana sulle strade piemontesi.

Una scelta che segna una discontinuità importante rispetto alla storia recente della manifestazione e al rapporto tra il Giro e una regione che ha dato tantissimo al ciclismo italiano.

Giro d’Italia 2027: da Trieste a Roma, senza passare dal Piemonte

La corsa prenderà il via sabato 8 maggio 2027 da Trieste e si concluderà domenica 30 maggio a Roma. In programma 21 tappe, per complessivi 3.418,9 chilometri e 50.250 metri di dislivello.

Il percorso toccherà numerose regioni italiane e farà anche una puntata in Slovenia, con la seconda frazione da Lubiana a Capodistria.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano le grandi salite alpine: il Gavia, il Mortirolo e lo Zoncolan, oltre agli arrivi in quota e alle due prove contro il tempo.

Ma guardando la cartina del Giro 2027 emerge un’assenza difficile da ignorare: tutto il Nord-Ovest viene lasciato fuori. Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta non saranno interessati dalla corsa.

Per il Piemonte, in particolare, si tratta di un’assenza che non si registrava dal 2008.

Una regione che ha fatto la storia del ciclismo

L’esclusione colpisce anche per il valore storico e sportivo del territorio piemontese.

Basta ricordare la leggendaria Cuneo-Pinerolo del 1949, quando Fausto Coppi firmò una delle imprese più celebri della storia del ciclismo. Una tappa entrata nella memoria collettiva dello sport italiano e diventata parte dell’identità ciclistica del nostro territorio.

E ancora il Colle dell’Agnello, teatro nel 2016 della straordinaria rimonta di Vincenzo Nibali, oppure il Santuario di Oropa, dove Marco Pantani costruì nel 1999 una delle sue vittorie più memorabili.

Sono soltanto alcuni esempi di un legame profondo tra il Giro d’Italia e il Piemonte, una terra che ha dato i natali a campioni come Costante Girardengo e Fausto Coppi e che conserva sulle proprie strade e sulle proprie montagne pagine importanti della storia delle due ruote.

Dopo Tour de France e Vuelta, un anno senza grandi giri

L’assenza del Giro 2027 arriva dopo un periodo particolarmente fortunato per la visibilità internazionale del Piemonte.

Nel 2024 il Piemonte è stato protagonista della Grande Partenza del Tour de France, con la prima storica partenza italiana della corsa francese. Torino ha ospitato l’arrivo della terza tappa, Piacenza-Torino, una frazione che ha riservato un omaggio speciale al territorio tortonese: il traguardo volante Côte de Tortone, intitolato a Fausto Coppi, nel ricordo del Campionissimo nato a Castellania. Un riconoscimento simbolico che ha portato il nome di Tortona e del suo più illustre campione sulle strade della competizione ciclistica più importante del mondo. Il giorno successivo, Pinerolo è stata sede di partenza della quarta tappa.

Nel 2025 è stata invece la Vuelta a España a scegliere il Piemonte per la propria Grande Partenza italiana, portando la carovana sulle strade della regione con le prime tre tappe.

Due appuntamenti straordinari che hanno offerto una vetrina internazionale a città, borghi, paesaggi e territori, contribuendo a promuovere anche un’immagine del Piemonte legata al cicloturismo e alla mobilità sostenibile.

Il 2027 rappresenterà dunque una pausa rispetto a questa stagione di grande visibilità.

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