Monferrato addio – La provincia di Alessandria non crede che il turismo sia una risorsa

“Oltre ai proclami servono gli investimenti”, è tanto semplice quanto non scontato il perentorio monito dell’assessore regionale al turismo Antonella Parigi dopo l’accorpamento di ATL Asti con quelle di Alba-Bra a discapito di Alexala.



Turismo senza investimenti? No grazie

ATL Alexala e l'addio al Monferrato patrimonio Unesco

Non è una buona notizia. L’ATL (Agenzie di Accoglienza e Promozione Turistica Locale) di Asti ha iniziato un percorso di fusione con l’ATL Langhe e Roero di Alba-Bra a discapito di Alexala, l’ATL più orientale del territorio del Basso Piemonte, quella che fa capo alla provincia di Alessandria. In questo modo la nostra provincia è di fatto tagliata fuori dai giochi per il turismo, risorsa in cui comunque crede poco.

E’ quanto è emerso mercoledì 12 settembre 2018 durante la III Commissione cultura della Regione Piemonte, dopo che la città di Casale, legittimamente appartenente al territorio del Monferrato, aveva addirittura scoperto dai giornali (questo si che è essere sul pezzo!) di essere tagliata fuori dalla promozione turistica legata al vino e alle aree Unesco. Con Casale sono 9 (su 29) i Comuni monferrini della Provincia di Alessandria esclusi, ai quali se ne aggiungono 22 (su 72) in buffer zone, vale a dire adiacenti ai territori patrimonio Unesco.

Ma la vicenda ha del roccambolesco anche per altri motivi. “E’ giusto precisare, come nota di cronaca, che l’assessore Parigi ha ribadito in Commissione che il Sindaco di Asti ha cercato per un anno intero il Sindaco di Alessandria attraverso la segreteria (non ha il numero di cellulare) senza ottenere mai risposta”, informa il presidente del gruppo consiliare del PD in Regione Domenico Ravetti in un comunicato stampa.

Che la nostra provincia creda poco nel turismo non sono di certo io a dirlo, semmai parlano i numeri: ad oggi la Provincia di Alessandria non è socia dell’Atl, mentre il contributo dei Comuni centrozona (Alessandria, Casale Monferrato, Ovada, Acqui terme, Tortona, Novi Ligure) è stato, nel 2017, di 1705 euro ciascuno. La Camera di Commercio ha contribuito, tra quota associativa e sostegno ai progetti, con 5705 euro; la Cassa di Risparmio di Alessandria con 3410 euro. Nulla di paragonabile ad Alba e Bra, che contribuiscono all’Atl, la prima con 85mila euro di quote consortili e 70 mila euro di imposta di soggiorno, la seconda con 84 mila di quote consortili e 45 mila euro di imposta di soggiorno.

Asti ha espresso il desiderio di unirsi con Alba ma insieme alle parole ha messo sul piatto 150 mila euro all’anno” ha puntualizzato Antonella Parigi, che ha anche aggiunto: “Una grande ATL, che comprenda anche tutto l’Alessandrino per la Regione si può fare, ma solo se l’intero territorio dimostra di crederci e alle parole e ai buoni propositi aggiunge anche risorse economiche”.

Una partita che sembrerebbe ancora aperta, dunque, ma a patti ben chiari. Patti che i soliti proclami, da soli, non potranno rispettare.

Chiedo scusa per il mio sfogo ma sono tanti i proclami ad oggi rimasti tali, ne prendiamo ad esempio due, ma potrebbero essere duecento:

– “Alessandria città delle biciclette” solo sulla carta, ad esempio, perchè, senza andare troppo indietro nel tempo, il grande retail park, recentemente inaugurato a ridosso del centro della città, si dichiara verde perchè ha le colonnine per ricaricare i veicoli elettrici e poi installa “una sola rastrelliera sul marciapiede e nessun accesso sensato ad essa. La ciclabile lungo la statale non parte e non arriva da nessuna parte“, come si osserva sul gruppo facebook “Gliamicidellebici FIAB Alessandria“.

– Il “Consorzio turistico Derthona e Giarolo-Terra Obertenga“, per stare più vicini a noi, presentato in pompa magna a febbraio di quest’anno e poi affogato in chissà quale buco nero, dopo aver incassato le quote delle imprese agricole e turistiche del territorio che gli hanno dato fiducia. Per quanto mi risulta è sparito dalle mappe, non ha più dato notizia di se, neanche per un saluto.

Che fare?

Capite che con queste premesse c’è ben poco da sperare nel futuro turistico del nostro territorio. Adesso che i buoi sono scappati sono in tanti a voler chiudere la stalla, ma servirà?

Il primo a farsi avanti è stato il Senatore azzurro Massimo Berutti, da sempre nel bene e nel male legato alle sorti di questo territorio: «L’accorpamento delle tre ATL Alba, Asti e Alessandria con 1 milione 878 mila presenze e 826 mila arrivi diventerebbe la terza più importante Atl del Piemonte, dopo Torino e Laghi» dichiara, forse dimenticando che nessuno si prenderebbe a bordo una manica di scrocconi quale è di fatto, ad oggi, la provincia di Alessandria (scusate anche in questo caso il mio sfogo). Forse le dichiarazioni del presidente dell’Alt Langhe e Roero, Luigi Barbero, tengono presente questo particolare, quando proclama più diplomaticamente: «Così come abbiamo fatto con Torino, possiamo iniziare fin da subito una serie di attività di promozione congiunte e mirate. Ma non siamo pronti a far nascere un’Atl che dovrebbe mettere d’accordo oltre 400 sindaci, con tutte le differenze che oggi caratterizano i tre territori».

Andremo avanti con i nostri progetti” proclama il novello Don Chisciotte di Cervantes, sig. sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica di Revigliasco, che continuo a stimare come uomo, pur non conoscendolo di persona, ma rimango ogni volta più perplesso quando si tratta dei suoi proclami politici. Vorrei sapere, di grazia, quali sarebbero i progetti e, soprattutto finanziati con quali soldi, ma, si sà, dobbiamo lasciare lavorare il governo del cambiamento senza porci troppe domande, soprattutto quelle scomode. Ad ogni modo ad aggravare la dose è il suo assessore al turismo Mattia Roggero: “Non staremo fermi a guardare quello che ci succede intorno: stiamo portando avanti alcuni progetti di sviluppo ed i dati dell’Osservatorio Regionale del Turismo ci dimostrano come le visite siano in sensibile aumento, La Provincia di Alessandria, nel 2017, ha registrato quasi 757 mila presenze con una crescita del 6,7% rispetto al 2016, una crescita superiore rispetto ad altri territori piemontesi.” A parte che anche in questo caso non veniamo edotti su quali siano questi fantomatici progetti in atto, è un buon dato, per carità, che batte le presenze dell’ATL Alba-Bra, ma che se paragonato al totale di presenze sulla Provincia di Cuneo (ATL Cuneo + ATL Alba-Bra) perde sostanza, dal momento che le 1.101.020 presenze del capoluogo, sommate alle 750.117 di Alba e Bra fanno un totale di 1.851.137 presenze sulla Provincia di Cuneo, che mi risultano essere ben più del doppio di quelle sulla Provincia di Alessandria, con incrementi del tutto simili tra loro (+ 58.649 (5,63%) per Cuneo e + 42.697 (6,04%) per Alba-Bra. L’incremento di presente registrato da ATL Alexala è di 47.323 unità). Qualcuno si è chiesto quanto queste cifre siano viziate dal fatto che il territorio Alessandrino, in qualche modo, si sia potuto ancora avvantaggiare della promozione UNESCO che adesso sarà concentrata in via esclusiva tra Alba-Bra e Asti e che con i quattro spiccioli a nostra disposizione sarà molto difficile attuare in maniera autonoma?

Per Domenico Ravetti sarebbe più sensata un’ATL Monferrato, proprio per le caratteristiche comuni dei due territori e per la prossima fusione del sistema camerale, che vede l’accorpamento di Asti e Alessandria: “Alessandria e il suo territorio non devono essere isolate e nemmeno possono essere poste ai margini della programmazione turistica generale a causa di scelte particolari che sanno di egoismo e scarsa visione”. Proprio quell’egoismo e scarsa visione che, nonostante le speranze del capogruppo PD, non mi stupirei se dessero luogo proprio ad un accorpamento, nella nascitura ATL Unesco, anche della parte collinare del Monferrato casalese, con i suoi 9 comuni di cui sopra.

Più realista appare l’intervento di Paolo Mighetti, Consigliere regionale M5S Piemonte che dichiara che questa “Situazione lascerebbe la Provincia di Alessandria senza i “numeri” di legge per mantenere una ATL … L’auspicio è quello di ricomporre un comprensorio Unesco allargato che possa apprendere dall’albese una modalità di lavoro e di approccio al tema della promozione turistica. Per questo è necessario che sia gli enti locali che il tessuto economico alessandrino si facciano carico di un’azione rapida e seria. In questo senso lo “schiaffo di Asti” deve essere un momento di cesura rispetto al passato e una spinta a migliorarsi per il futuro.” Auspicio che ci facciamo ovviamente tutti, ricordando e scrivendo a caratteri cubitali il monito della Antonella regionale che recita: “Per unirsi ad Alba e Asti la provincia di Alessandria deve cominciare ad allinearsi alle altre Atl, ossia investire sul turismo”.

Più semplice di così…

Foto: Pagina Facebook PIEMØRTE

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