Tortona – Il sarezzanese Nicholas Beraghi incanta gli studenti del Marconi

Per la rassegna “Beni Culturali, il Cuore dell’Umanità” i ragazzi tortonesi hanno potuto incontrare Nicholas, oggi imprenditore in Lussemburgo.

Che Chiara Ferragni osi posare superba davanti ad un capolavoro di Botticelli, che una banda scatenata di dinosauri di gomma scorrazzi in autobus per New York, mentre il T-Rex Teddy del Royal Ontario Museum vanta una chat seguitissima su Tinder, che i dipinti degli Uffizi si esibiscano gorgheggiando tormentoni musicali su TikToK o che al Van Gogh Museum di Amsterdam, nel caturday dedicato, i felini domestici implementino i quadri del grande artista olandese, sono cose che potrebbero far storcere il naso ai cultori dell’Arte più tradizionalisti, ma è oramai un dato di fatto che, sempre più spesso, la “sacralità” paludata dei musei di tutto il mondo venga messa in discussione da una frizzante ventata di innovazione tecnologica, a volte ironica e dissacrante, ma innegabilmente divertente, coinvolgente e…redditizia!

L’ingresso prepotente dei social media nei templi della cultura è una rivoluzione su cui può dirla lunga Nicholas Beraghi, giovane ma espertissimo fondatore e creative partner di Quattro Creative, azienda leader nel marketing e nella comunicazione sostenibile da lui fondata in Lussemburgo insieme ad un gruppo di altri giovani graphic design provenienti da tutto il mondo. Nicholas, europeo nel senso più vero, è però molto legato al suo paese e al suo territorio d’origine, Sarezzano nel Tortonese, e durante uno dei suoi “ritorni” è stato invitato da Rocco Diana, Segretario Nazionale della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, per incontrare, martedì 14 dicembre, noi studenti dell’ I.I.S. Marconi che aderiamo al progetto “Beni Culturali, il Cuore dell’Umanità”.

Nicholas ci ha incantati, letteralmente, con la sua simpatia e la capacità comunicativa. Del resto, bisogna ammetterlo, il curriculum del nostro relatore lascia senza parole: laureato al Politecnico di Milano, con un master all’Istituto Italiano di Fotografia ed un altro in Digital Marketing and Social Media Management, vanta esperienze come assistente alla fotografia per testate coma La Repubblica, Vogue e Cosmopolitan, oltre che lavori da creative director presso il brand  Mariella Burani e come graphic design ed esperto in comunicazione in aziende del calibro di Olivetti, Ray Ban, General Motors, Ferrero, Diesel, Luxottica ed altri, per non parlare dei riconoscimenti internazionali che il suo studio ha recentemente conseguito: al Gov Design Award nel 2018 e ben due al German Design Award nel 2020. Insomma, qualcuno che di motion graphics, branding video e realtà aumentata se ne intende davvero!

Come ci ha spiegato, da “addetto ai lavori”, la pandemia, che ha sconvolto a livello planetario il modo di vivere degli esseri umani e, quindi, anche il turismo, le manifestazioni culturali e tutte le forme di spettacolo, ha messo in ginocchio l’economia mondiale, ma ha anche obbligato i musei e tutti i centri di cultura a interrogarsi sulla necessità di adottare nuove tecniche di comunicazione e nuove strategie di marketing per coinvolgere diversamente un pubblico reso forzatamente “lontano” dalle disposizioni sanitarie. Il target e l’audience sono parametri che hanno dovuto essere rivisitati e riconsiderati, con soluzioni ed offerte interattive e grafiche ad altissima risoluzione ed assolutamente innovativi e con tattiche comunicative d’impatto come lo street marketing o il guerrilla marketing, che hanno invaso le città di messaggi e di input stimolanti. Il pubblico ha risposto generalmente in modo positivo e l’Arte gli è andata incontro con nuove proposte, in una veste più dinamica e divulgativa, capace di attirare e coinvolgere un pubblico molto più diversificato e fuori dagli schemi del turista tradizionale con guida tradotta in lingua e macchina fotografica. Un pubblico che, grazie a software come LIEUcity ora può persino crearsi una mostra personale e digitale.

Dal MET Museum di New York al Rijksmuseum di Amsterdam, dall’Esercito di terracotta dell’Imperatore Qin al Cenacolo di Leonardo, dall’Egizio di Torino agli Uffizi, ecco che influencer, hashtag, app, attivazioni on line,  Metaverso e quant’altro hanno contribuito, con buona pace di chi critica, ad aumentare in modo esponenziale i visitatori, virtuali o in presenza, dei musei e degli eventi d’arte.  Insomma, per dirla con Oscar Wilde “..there is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”  e, aggiungiamo noi “parlate pure, purché vogliate conoscere”.

Grazie Nicholas, ti aspettiamo al prossimo “rientro”!

Teissir AOUADI, Hasna HARRAGUI, Oumaima NASRI e Anna VLAD
4^AR –  Amministrazione, Finanza e Marketing

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