Piemonte, via libera alla relazione sul lavoro agricolo

La Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte approva all’unanimità la relazione conclusiva sullo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Il documento propone interventi su alloggi, trasporti, formazione e controlli, e ora attende il voto dell’Aula.

Dopo oltre un anno di lavoro, la Commissione Legalità del Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la relazione conclusiva del gruppo di lavoro dedicato allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Il documento, condiviso da maggioranza e opposizione, rappresenta un insieme di proposte per contrastare il fenomeno del caporalato e migliorare le condizioni di lavoro nel settore agricolo. Il prossimo passaggio sarà la discussione e la votazione della relazione in Consiglio regionale.

Che cos’è il caporalato?

Il caporalato è un sistema illegale di reclutamento della manodopera in cui intermediari non autorizzati organizzano il lavoro sfruttando i lavoratori, spesso con salari inferiori ai minimi contrattuali, orari eccessivi e condizioni di vita precarie. In Italia è un reato previsto dall’articolo 603-bis del Codice penale.

Un lavoro iniziato nel 2025

Il gruppo di lavoro era stato istituito nel marzo 2025 dalla Commissione Legalità, con l’obiettivo di approfondire le cause dello sfruttamento lavorativo attraverso un percorso di audizioni che ha coinvolto istituzioni, associazioni di categoria, sindacati ed enti impegnati sul territorio. Nel corso dei lavori è emersa una lettura condivisa di un fenomeno considerato strutturale e non limitato a episodi isolati.

Le proposte contenute nella relazione

Il documento individua diverse criticità del sistema agricolo italiano: dalla carenza di manodopera alla necessità di riformare il sistema dei decreti flussi, fino alle difficoltà nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro e alle condizioni di accoglienza dei lavoratori stagionali.

Tra le principali proposte avanzate figurano:

  • una normativa regionale per favorire un’accoglienza dignitosa dei lavoratori stagionali;
  • incentivi per realizzare o recuperare alloggi destinati ai lavoratori agricoli;
  • il potenziamento dei collegamenti di trasporto pubblico verso le aree rurali;
  • il rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità;
  • l’introduzione degli indici di congruità per stimare il reale fabbisogno di manodopera delle aziende agricole e orientare meglio i controlli;
  • un maggiore coinvolgimento della Grande Distribuzione Organizzata affinché riconosca prezzi che consentano alle imprese agricole di sostenere il lavoro regolare;
  • percorsi di formazione linguistica e sulla sicurezza per i lavoratori stagionali;
  • l’istituzione di un marchio regionale che valorizzi le aziende agricole rispettose dei diritti dei lavoratori.

Un documento condiviso

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato il voto unanime con cui la relazione è stata approvata in Commissione. Secondo il presidente della Commissione Legalità, Domenico Rossi, il documento dimostra come il contrasto allo sfruttamento lavorativo possa diventare un terreno di collaborazione tra tutte le forze politiche. Rossi ha inoltre sottolineato che il modello di lavoro sviluppato dalla Commissione potrebbe essere esteso anche ad altri comparti dove il fenomeno è presente, come la logistica e il lavoro domestico.

Ora la parola al Consiglio regionale

Con il voto della Commissione si conclude il lavoro di approfondimento iniziato oltre un anno fa, ma non l’iter istituzionale. La relazione sarà infatti sottoposta all’esame dell’Aula del Consiglio regionale, chiamata ad approvarla definitivamente. L’obiettivo è trasformare le indicazioni emerse in strumenti concreti per prevenire lo sfruttamento lavorativo, sostenere le imprese che operano nella legalità e garantire condizioni di lavoro dignitose in uno dei settori più importanti dell’economia piemontese.

Fonte: Consiglio regionale del Piemonte e comunicato dei gruppi consiliari PD, AVS e M5S.

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