PalaGavio, tanto tuonò che piovve

Cvd l’inosservanza delle regole di buon senso costringe a soluzioni provvisorie e costose, soprattutto in termini di consumo di suolo.

È proprio vero che il figlio del ciabattino gira con le scarpe con la suola bucata. Il Gruppo Gavio costruisce ponti in Scandinavia e metropolitane negli Stati Uniti, ma sul territorio di casa inciampa su un collegamento di poco più di un chilometro.

Il primo aprile avevamo scherzato, dando per “confermata” la notizia di una passerella ciclopedonale sullo Scrivia capace di collegare Tortona alla Nova Arena, dove gioca il Derthona Basket. Uno scherzo, appunto. Perché a oggi, quel collegamento semplicemente non esiste.

Eppure la distanza è minima. In bicicletta si copre in pochi minuti. Anche a piedi è più che sostenibile. Non lo è, invece, il tempo perso in auto, bloccati in coda a ogni partita. Non lo è, soprattutto, un modello che costringe chiunque a muoversi in auto, salvo poi scoprire che le auto non si sa dove metterle.

Il punto è tutto qui: il PalaGavio è nato senza ciò che lo renderebbe davvero accessibile: il collegamento ciclopedonale. Era previsto, poi è scomparso dai radar e oggi presenta il conto. Perché se tutti devono arrivare in auto, i parcheggi non bastano. È matematica, prima ancora che urbanistica.

La soluzione? Un campo agricolo trasformato in parcheggio. Prima con autorizzazioni temporanee, una partita alla volta. Ora con una concessione pluriennale: tre anni, prorogabili a cinque, per destinare quell’area — formalmente agricola — a servizio di eventi ad alta affluenza, in cambio di 25.000 euro.

Non è una soluzione. È una toppa. Che sposta il problema senza risolverlo e, nel frattempo, consuma suolo.

A questo punto, la passerella non è più un’opzione: è una necessità. Lo è per i lavoratori della logistica che ogni giorno si muovono in quell’area. Lo è per i cicloturisti, oggi costretti a convivere con il traffico pesante. Lo è per i tifosi e lo è, ormai, anche per una questione di coerenza.

Perché continuare a costruire parcheggi dove mancano i collegamenti significa solo una cosa: peggiorare la qualità della vita e consumare altro suolo, senza affrontare davvero il problema.

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