Domenico Ravetti esprime preoccupazione per la situazione della Sanità alessandrina

Sono tre i punti che preoccupano il Consigliere regionale, se ne discuterà venerdì prossimo ad Alessandria e ad Acqui Terme.



Cinque mesi di nulla, ma attenzione alla direzione che segue la Giunta regionale

Parliamoci chiaro: nei primi 5 mesi della Giunta Cirio nella sanità alessandrina non è cambiato nulla, e non poteva cambiare nulla. Come fosse una perenne campagna elettorale i sostenitori dell’assessore alla Sanità si sono mossi lungo tre direzioni. La prima è quella della continua critica rispetto al passato, la seconda è quella di una contorta quanto banale rassicurazione sul mantenimento di tutto l’esistente, la terza è quella dell’ipotesi di sostituzione di parte dei servizi gestiti dal “pubblico” con il “privato”.

Sulla critica rispetto al passato si può rispondere che ora dipende dalla maggioranza che, se vuole, se ha il coraggio, può riportare indietro le lancette dell’orologio restituendo ciò che in campagna elettorale si è impegnata a restituire. Altrimenti sono solo cori a cui si sono associati i nuovi sindaci del centro destra alcuni dei quali, negli anni precedenti, sono stati i promotori delle proteste di piazza ed ora, d’incanto, appaiono magicamente appagati. Sulla seconda direzione, quella delle rassicurazioni sul mantenimento di tutti i reparti ospedalieri e di tutti i servizi territoriali, l’auspicio è che l’assessore non si pieghi troppo alle logiche della propaganda. L’importante è avere chiara la rotta altrimenti un conto sarebbe rassicurare e un conto sarebbe suonare il violino mentre la nave va verso gli scogli. Sulla terza direzione, quella dell’ingresso del “privato”, non convince il metodo, mentre, sul merito, non è possibile ancora esprimersi.

Qui sta il punto e spero mi ascoltino i sindacati, gli ordini professionali e gli amministratori comunali: deve nascere un confronto con l’obiettivo di adottare un nuovo Piano Socio Sanitario. La maggioranza che governa la Regione deve convincersi che è fondamentale una programmazione chiara che garantisca una prospettiva strategica di medio e lungo periodo. Ed è solo in quel contesto che risulterebbe possibile rimodulare una nuova rete ospedaliera, compreso un nuovo ospedale, e un adattamento dei servizi territoriali a tutela dei diritti dei cittadini, ivi compreso un nuovo rapporto con il “privato”. Su temi così delicati è consigliabile non andare avanti a spot. Se la maggioranza invece dovesse chiedere ai “privati” la soluzione dei problemi “di giornata”, l’effetto (magari non voluto) potrebbe essere quello di indebolire il sistema sanitario pubblico. In un sistema pubblico debole anche l’Università e la ricerca sanitaria, progetti per cui noi ci siamo battuti, rischierebbero la deriva. Per queste ragioni, con buona pace di chi pensa legittimamente il contrario, sarò con i colleghi Mauro Salizzoni e Domenico Rossi al mattino di venerdì 6 dicembre in Alessandria per un sopralluogo presso l’ospedale Santi Antonio e Biagio e alle 18 ad Acqui Terme, in un incontro pubblico, presso l’ex Kaimano in via Maggiorino Ferraris.

Domenico Ravetti – Consigliere Regionale



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