ASL AL, il sacrificio del personale sanitario è il nostro sacrificio

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa che dovrebbe far riflettere su una situazione che sta sfuggendo al nostro controllo.

Voglio rendere pubblico lo sfogo di un OSS che lavora presso il Polo Ospedaliero di Novi Ligure nel reparto di Medicina, per far capire all’opinione pubblica e non solo, che quello che stiamo denunciando da tempo è la fotografia di un sistema che così non può più funzionare dove la conciliazione tra vita privata e lavorativa sta diventando insostenibile. Tra i principali fattori di disagio denunciati ci sono: salti di riposo e turni stravolti anche più volte al giorno; ferie negate per ’esigenze di servizio’; turnazioni comunicate in ritardo, spesso solo pochi giorni prima, impedendo qualunque tipo di pianificazione personale; responsabilità professionali crescenti, aggravate da una cronica carenza di personale, che espone gli infermieri a stress, errori, aggressioni e denunce da parte dell’utenza.
“Costantino ti invio questo messaggio descrivendoti in quali condizioni sono costretta a lavorare, mossa anche da una profonda indignazione, e denunciare una situazione ormai diventata insostenibile che riguarda l’organizzazione del lavoro del mio  reparto quello di Medicina dove sono presenti 36 pazienti, la stragrande maggioranza è allettata, non autosufficiente o in condizioni critiche, persone fragili che avrebbero bisogno di una presenza costante e vigile di assistenza. Come se non bastasse all’enorme carico assistenziale, lo stesso  personale  è costretto a dividersi  durante lo stesso turno andando a  coprire sia la Medicina che il Pronto Soccorso correndo da una parte all’altra, tra stanze piene e un viavai continuo.

A questo si aggiunge un carico burocratico e logistico immenso: è un reparto che si fa carico di mille consulenze verso le altre specialistiche per trovare una diagnosi, costringendo il personale a continui spostamenti e rincorse.

Ma la carenza di personale è solo la punta dell’iceberg. Quello che ferisce è vedere in quali condizioni strutturali e assistenziali si cerchi di curare i pazienti: da mesi, pur avendo denunciato questa grave situazione, si continua a lavorare come se fossimo in una catena di montaggio con il continuo rischio che la stanchezza ci porti a commettere errori per non parlare poi  della fatica e lo sforzo sovrumano che noi operatori siamo costretti a fare, per cercare di garantire un livello assistenziale adeguato. Ce la mettiamo tutta, non ci tirano indietro, ma l’eroismo non può sostituire l’organizzazione, anzi ci viene chiedo a noi operatori di fare delle proposte alla Direzione, quando ci sono persone pagate profumatamente per fare ciò!! Il personale è ridotto all’osso e con le ferie in corso non si possono fare miracoli. Mi faccio portavoce dei miei colleghi nel lanciare un appello al mio sindacato, un grido di allarme affinché possiate far capire ai vertici aziendali dell’Asl  che noi operatori stiamo perdendo la motivazione per questo lavoro, perché non vediamo una via d’uscita come pure non si è minimamente considerati ma sfruttati per garantire a pieno regime  i posti letto, nonostante ci sia in atto una carenza di personale che sta generando gravi rischi per la sicurezza dei pazienti e un carico di lavoro insostenibile per gli operatori, andando a violare parametri minimi di assistenza con responsabilità legali e organizzative rilevanti per l’azienda sanitaria.

Il messaggio si conclude con una frase agghiacciante “dietro quelle coperte, in quei letti  oggi trovo un paziente, un cittadino ma provate ad immaginare domani ci potrebbe essere il padre o la madre di chiunque di noi. Ogni malato ha diritto a un’assistenza decente, non solo per la propria salute, ma per la propria dignità e reputazione di essere umano. Non lasciateci soli, perché lasciando soli loro, condanniamo i nostri cari.

Sono dichiarazioni forti che devono fare riflettere ma al contempo ci fanno capire che è giunto il momento di agire e che non è più accettabile che si possano tollerare simili situazioni, per garantire condizioni di lavoro dignitose, ascolto e rispetto dei diritti contrattuali, ma anche per garantire a tutti i cittadini i servizi di base, per cui si pagano generose tasse.

Vincenzo Costantino
Segreteria FP CGIL AL

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