Ospedale di Tortona, poche idee e molto confuse

Ricevo e pubblico il comunicato stampa con cui si dà la notizia che la Regione Piemonte chiede un nuovo progetto di potenziamento. Evidentemente quello che già c’era non andava bene.



Fare e disfare è sempre lavorare

Continua la telenovela che riguarda il nostro nosocomio. Dopo anni di commissariamento della sanità regionale la situazione si era sbloccata e, seppur fortemente ridimensionato, il nostro ospedale sembrava pronto a ripartire con due reparti di eccellenza. Era il 2017, ricordate?

Bene, ora che avete ricordato potete dimenticare tutto. Si riparte da capo, questa volta dando spazio ad un non meglio specificato “privato accreditato” che, se non vado errato, dovrebbe essere il Policlinico di Monza.

Tutto da rifare ancora una volta, a voi il Comunicato stampa diramato nei giorni scorsi:

Comunicato stampa incontro ASL-territorio per l’ospedale

Si è svolto mercoledì 27 gennaio l’incontro presso l’ASL di Alessandria a cui hanno partecipato il direttore generale Valter Galante, il Sindaco di Tortona Federico Chiodi, il presidente dell’assemblea dei Sindaci del CISA Gianni Tagliani e il presidente del CISA Riccardo Parlati, per un confronto che segue il documento, sottoscritto dai Sindaci del Tortonese, che chiedeva alla Regione Piemonte il potenziamento dell’ospedale di Tortona.

L’Assessore regionale alla Sanità del Piemonte ha dato mandato all’Asl Al e all’Aso di elaborare un piano di sviluppo organico e tecnologico dell’ospedale di Tortona. Ci sarà un confronto interaziendale non solo con le strutture regionali ma anche con l’Azienda Ospedaliera, il privato accreditato e la nostra Asl, per mettere a punto un progetto di potenziamento dove saranno inserite figure professionali, competenze e nuove strutture di supporto. Si andrà verso lo sviluppo di un modello che possa integrare i reparti affinché le specialità non siano singole, come siamo abituati oggi a considerarle, ma integrabili formando un intreccio di competenze e nuovi assetti all’interno della struttura. Importante sarà l’investimento a livello tecnologico che riguarderà soprattutto l’Ortopedia, la Chirurgia e la Riabilitazione; a tal proposito è già stato effettuato il concorso per le attrezzature del nuovo reparto di Riabilitazione.

L’Assessorato regionale, nel confermare in questo primo step i confini tracciati dalla delibera 1-600 del 2014, ha invitato il direttore generale Valter Galante a verificare la possibilità di superarli con la creazione di strutture nuove, ma che diano la possibilità di garantire i servizi richiesti dai Sindaci nell’ambito di alcune delle specialità presenti.

Asl, Aso e privato accreditato concorreranno al potenziamento della struttura ciascuno per la propria competenza: l’Asl potenziando le strutture già presenti e concentrandosi sui punti di forza dell’ospedale come l’Ortopedia, la Chirurgia, la Senologia e il reparto diagnostico della Radiologia; l’Aso sostenendo l’attività specialistica soprattutto a livello ambulatoriale; il privato fornendo le competenze attualmente non presenti nell’ospedale.

“E’ la prima volta – ha dichiarato il Sindaco Federico Chiodida quando l’ospedale è stato declassato, che l’ASL si confronta con il territorio per un progetto di rilancio della struttura. Seguiremo con molta attenzione lo sviluppo del piano e saremo lieti di confrontarci nuovamente con la Regione sul progetto definitivo. Il mandato conferito ad Asl e Aso è piuttosto ampio, ma credo sia arrivato il momento di essere ambiziosi. L’obiettivo dei Sindaci rimane quello di garantire i servizi ai cittadini”.

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