Intervista a Paolo Rossi, il fotografo dei Lupi

Qualche domanda per scoprire l’affascinante mondo dei lupi. Sabato a Garbagna la conferenza di inaugurazione della mostra



Ho visto 30 lupi e sono ancora vivo

foto di lupi di Paolo Rossi

Da qualche tempo il lupo è tornato a vivere nei nostri territori. Su questo blog ne avevamo già parlato a gennaio, quando una coppia di lupi è stata avvistata nei prati di Villaromagnano e poi con l’articolo di approfondimento scritto da Marco Ciccolella, la guida naturalistica che dal 2017 segue, anche attraverso trekking dedicati, la presenza del lupo nel nostro territorio.

Come aveva già detto Marco, il lupo non è stato re-introdotto dall’uomo, ma semplicemente ha ricominciato a popolare le aree da cui in passato era stato “cancellato” dalla presenza dell’uomo. Mano a mano che i paesi montani vengono abbandonati dall’uomo il lupo può tornare a popolarli, senza per questo diventare un pericolo per l’uomo, a patto che si seguano delle elementari regole di prudenza.

Perdonatemi questa ampia premessa, ma su questo punto Paolo Rossi è completamente d’accordo con Marco Ciccolella ed allora l’ho voluto subito mettere in evidenza.

immagine del profilo del fotografo naturalista Paolo RossiPaolo Rossi fotografa lupi e altri animali selvatici dal 2010, lo fa nelle zone più selvagge dell’Appennino e delle Alpi. Nel 2014 le sue foto hanno contribuito alla realizzazione del libro di Francesca Marucco Il lupo biologia e gestione sulle Alpi e in Europa. Nel 2017 ho realizzato il libro fotografico “Lupi Estremi” (con SkullCreativeLab). Nello stesso anno è stato intervistato dal canale “Outlook World Service” della BBC, intervista che ha poi dato vita al racconto The magic moment of a wolf sightingA inizio 2018 ha realizzato con Mattia ParodiINCIVILI”, un secondo libro fotografico. Dal 2018 in poi, ho filmato più volte il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris), dimostrandone la presenza in Alta Val Trebbia (Appennino Ligure). Per diletto è diventato anche un Film-Maker, realizzando due cortometraggi: Vacche Ribelli e La vendetta del lupo monco. Il primo, datato 2017, narra la storia di una mandria di vacche selvagge che vagano libere tra i Comuni liguri di Mele e Masone; il secondo, realizzato quest’anno, è la storia di un lupo, menomato dalla fucilata di un bracconiere, che per anni ha mantenuto il suo status di capobranco nonostante l’invalidità. A causa dei comportamenti anomali adottati dopo la fucilata ricevuta, ha terrorizzato, insieme al suo branco, gli abitanti di una valle dell’Appennino settentrionale, spezzando l’equilibrio tra lupo e uomo. Da sempre è associato e collabora con il Canislupus Italia, una ONLUS aderente alla federazione italiana Pronatura che offre alle persone interessate al lupo (Canis lupus italicus) e alle problematiche legate alla sua conservazione e alla convivenza con le attività umane, la possibilità di approfondire le proprie conoscenze sulla specie attraverso la partecipazione diretta ad attività di campo, con la presenza di tecnici, esperti e stakeholder.

Molto geloso delle sue foto e dei suoi video di animali selvatici, che sono frutto di ricerca, studio e lunghe attese senza fare ricorso a capanni con annessi carnai o esche di qualsiasi genere per attirare gli animali, le rende fruibili a chi sostiene direttamente il suo lavoro: visitandone le mostre, acuistando i libri fotografici e partecipando ai campi studio. Info: paorossi.it

Sabato prossimo 3 luglio sarà inaugurata la mostra fotografica “Ho visto 30 lupi e sono ancora vivo” organizzata dal Comune di Garbagna presso la Sala polifunzionale “Romano Rovelli” di piazza Doria.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Paolo Rossi a cui abbiamo fatto alcune domande.

È da tanto che hai la passione per la fotografia? Come hai iniziato?
Sono quasi vent’anni che scatto fotografie. Ho iniziato proprio per la mia passione per il lupo, volevo vederlo in natura. Quasi subito mi sono reso conto che non è facile, occorre molta attenzione per non spaventare questi animali che sono selvatici e quindi diffidenti nei confronti dell’uomo. Da circa dieci anni ho iniziato a fotografarli in maniera continuativa, ad ogni modo gli incontri sono molto rari, solitamente non più di due o tre durante l’anno.

Noti un aumento dei lupi in circolazione? Forse è per questo che nell’ultimo periodo sei riuscito a fotografarne di più…
“Non è facile dare dati certi. Quello che è sicuro è che c’è stato un incremento delle prede del lupo, soprattutto daini e caprioli. Il lupo è un animale territoriale e quindi escludo la possibilità che aumenti il numero di lupi su un singolo territorio. Quello che succede è il fenomeno della dispersione, per cui vengono colonizzati nuovi territori. Ad esempio l’are dei colli tortonesi è una zona di nuova colonizzazione, così come l’entroterra ligure, dove il lupo si sta spingendo fin verso la zona costiera. Sicuramente le nuove tecnologie ci danno una percezione diversa del fenomeno rispetto a qualche anno fa. Oggi, grazie alle fotocamere degli smartphone è molto più facile da parte di tutti documentare la presenza del lupo.

Se è ormai appurato che il lupo non è pericoloso per l’uomo, non si può dire la stessa cosa per gli allevamenti
Gli accorgimenti che dobbiamo adottare per non metterci in pericolo con i lupi sono veramente pochi e non vanno al di là delle regole di buon senso. Lo stesso si può dire per gli allevamenti dove, seguendo semplici norme si evitano i danni causati dai lupi. La funzione del lupo in natura è soprattutto quella di essere un selettore naturale, attacca le prede più deboli. Lo fa con gli animali selvatici e anche con quelli domestici. Se noi dimostriamo al lupo di non essere degli sprovveduti nella gestione del bestiame non abbiamo nulla da temere. Il nome della mostra che porterò la prossima settimana a Garbagna non è casuale, ho visto 30 lupi e sono ancora vivo, perchè, appunto, con il lupo si può convivere senza pericolo, io l’ho già incontrato almeno 30 volte e sono ancora qui a raccontare l’esperienza.

In cosa consiste precisamente il tuo lavoro?
Posso dire che il mio lavoro me lo sono inventato seguendo la mia passione. Faccio video e foto, ma diffondo anche notizie sui lupi. Collaboro con Enti, Parchi naturali, musei per cui allestisco le mie mostre, per tutto il resto sono free lance. Organizzo delle gite, degli appostamenti in attesa del lupo, soprattutto il Liguria e in Val Trebbia, in cui ho le origini, ma sempre più spesso anche fuori dalla Liguria. Col passare del tempo sono diventato un po’ la “madrina” dei lupi, vengo chiamato per conferenze sui territori che via via vengono popolati dai lupi. Sarà sabato a Garbagna e poi in altre zone del Piemonte e della Provincia di Bergamo, altre zone in cui il lupo è comparso di recente.

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