Atai Walimohammad è un ragazzo afgano che è riuscito a ribellarsi ai Talebani

In esclusiva per Tortona Oggi la storia di un ragazzo che è riuscito a fuggire dall’Afganistan ed ora è ricercato dai talebani.



La storia di Atai Walimohammad

Immaginate di trovarvi in Afghanistan circondati dai Talebani che, vi vogliono morto. Riuscite ad immedesimarvi? Non credo. Questa è la storia di uno ragazzo afgano, che però è riuscito ad attraversare lo schermo in senso opposto, e quello che noi vediamo come un film lo ha vissuto sulla propria pelle e su quella dei suoi affetti più cari.

Il suo nome è Atai Walimohammad, a soli ventitré anni è scampato alla morte più volte dopo essersi ribellato all’indottrinamento dei talebani. Atai andava in giro per il villaggio a parlare alla gente: “I bambini, se veramente vogliono il paradiso, devono frequentare le scuole pubbliche e non quelle gestite dai talebani, finalizzate al martirio attraverso le “biglietterie per il paradiso“.

Atai Walimohammad su questa esperienza ha scritto il libro “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere” in cui il lettore viene avvicinato alle storie quotidiane che ancora popolano l’Afghanistan, un paese dove la guerra e il terrorismo sembrano non finire mai. I Talebani Insegnano ai bambini a diventare kamikaze. Convincono i genitori dei piccoli aspiranti kamikaze che in questa maniera verrà garantito il paradiso subito per loro e per tutta la loro famiglia.

I talebani cercano di non lasciare agli afgani il diritto all’istruzione, distruggono le scuole ed uccidono coloro che amano la vera cultura afgana, il vero islam e l’umanità intera. L’istruzione è il peggior nemico del fanatismo e del fondamentalismo, perchè chi è istruito non obbedisce ai talebani e a chiunque gli chieda di uccidere gli altri. Coloro che cercano la verità o che hanno trovato la verità sono i peggiori nemici dei terroristi.

Il libro racconta le storie di lavaggio del cervello, di bambini kamikaze, dell’importanza dell’istruzione, ma anche di speranza, come quella dell’associazione FAWN (Free Afghan Women Now) di cui Atai è il fondatore.

Atai Walimohammad, è stato un bimbo che non ha vissuto l’infanzia, poiché i giocattoli della sua infanzia sono state le armi, un bimbo che ha solo la guerra come paragone e nonostante tutto ha cercato di vivere e di crearsi una vita giusta. Atai si è laureato in Italia in scienze delle mediazione linguistica, ha imparato da solo 7 lingue, fa l’interprete e traduttore per i tribunali, e lavora come mediatore linguistico culturale al centro di accoglienza per richiedenti asilo di Zavattarello. Si sta preparando per diventare uno psichiatra, come suo padre.

Per sconfiggere i terroristi bisogna eliminare le ragioni che li rendono tali, uccidendo i terroristi non si risolverà il problema! Per eliminare il terrorismo ci vuole l’istruzione e per ottenere l’istruzione ci vogliono le scuole! Essere istruiti è la miglior difesa contro la stupidità e l’ignoranza, e l’unico modo per evitare il fallimento nella vita è non provare mai niente.

 Atai Walimohammad

Foto: RodiGarganico.info

 

 



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